RASSEGNA
STAMPA DELLO SPETTACOLO "L' ANATRA ALL'ARANCIA"
L’anatra
all’arancia è servita sul palco
Preceduto da altre edizioni
teatrali, interpretate da Valeria Valeri e Alberto
Lionello e più recentemente da Marco Columbro
e Barbara de Rossi, “L’Anatra all’Arancia”
di Marc–Gilbert Sauvajon, tratto da una
commedia di William Douglas Home, arriva sul palcoscenico
del Teatro Vittoria con un gruppo di attori che
riesce a dare il ritmo giusto alla trama frenetica
dello spettacolo. Giancarlo Zanetti, nel ruolo
di Gilbert De Roy, è una simpatica canaglia
che mette in atto tutte le strategie possibili
per riconquistare la moglie Lisa che ha deciso
di fuggire a Parigi con un attraente agente di
borsa, ricco e innamorato. Complice un weekend
dove si ritroveranno sotto lo stesso tetto la
moglie, l’amante, la segretaria tutto fare
e il marito che tenta di far ingelosire una coniuge,
ormai decisa a piantare un compagno burlone e
traditore. Le schermaglie amorose saranno il pane
quotidiano della coppia scoppiata con un finale
a sorpresa che mette a tacere tutti i possibili
cambiamenti. Una pièce dove tutti collaborano
alla riuscita dei personaggi interpretati. Giancarlo
Zanetti è bravissimo nel rispettare i tempi
al fulmicotone di un assunto che deve il suo successo
alla dinamicità dei dialoghi. Laura Lattuada
si sposa perfettamente alla parte di una moglie
delusa che ha voglia di sentirsi riamata e desiderata.
Da menzionare la bravura di Cristina Noci, una
cameriera ficcanaso che cerca di mettere ancora
più scompiglio nelle vite dei suoi padroni.
Coreografica e giusta per il ruolo di Patty Pat,
Valentina Biancospino, una divertente segretaria,
usata per far ingelosire l’altra. Fabrizio
Apolloni è adeguato al carattere di un
noioso e freddo rivale del protagonista. Se il
film di Luciano Salce con Ugo Tognazzi, Monica
Vitti e Barbara Bouchet aveva entusiasmato per
il cast famoso e divertente, questo spettacolo,
firmato dalla regia di Bruno Montefusco, è
da vedere per l’ironia e la buona resa scenica
dei suoi interpreti.
Paola Aspri
– Il Giornale d’Italia – venerdì
11 febbraio 2005
“L’anatra
all’arancia” è pronta in…
scena
Bravissimi
Giancarlo Zanetti e Laura Lattuada
Le risate non mancano al teatro Vittoria dove,
fino al 27 febbraio, è in scena “L’anatra
all’arancia” per la regia di Bruno
Montefusco. L’anatra all’arancia è
la versione che il celebre commediografo Marc
Gilbert Sauvajon ha tratto dalla commedia di William
Douglas Home “The secretary bird”
del 1967. In Italia dello stesso testo c’è
stata una storica edizione teatrale con Alberto
Lionello e Valeria Valeri e in cinema con Ugo
Tognazzi e Monica Vitti. Un uomo e una donna di
spettacolo, i coniugi De Roy, sono sposati da
quindici anni, hanno due figli, una casa splendida
e un’esistenza serena…almeno in apparenza.
Ma cosa c’è sotto? Tradimenti, quelli
di lei, ma anche quelli di lui, naturalmente non
confessati. Da qui comincia la storia: Ugo De
Roy ingaggerà una lotta all’ultimo
sangue con un avversario alla sua altezza, la
moglie Lisa, con una tattica apparentemente scombinata,
una lotta divertentissima in cui sono coinvolti
il ricco e snob amante di lei, la bella e provocante
segretaria di lui e l’invadente domestica.
Il meccanismo comico della commedia è efficacissimo,
un vero capolavoro del teatro cosiddetto leggero,
per niente facile nel momento in cui si mette
in scena. Un tema universale quello dei tradimenti
e dei conflitti tra coniugi, che rende sempre
attuale questa commedia esilarante. La buona riuscita
dello spettacolo è affidata anche in larga
misura alla bravura del cast, Giancarlo Zanetti
e la bellissima Laura Lattuada sono i coniugi
De Roy, bravissimi e generosi con il loro pubblico.
Cristina Noci è la divertentissima domestica
Bernadette, sempre pronta ad impicciarsi degli
affari della coppia; nei panni della segretaria
Patrizia c’è Valentina Biancospino,
procace e seducente, mentre l’amante di
Lisa è interpretato da Fabrizio Apolloni.
Le scene dello spettacolo, che raffigurano l’interno
di un salotto borghese, sono di Nicola Rubertelli,
i costumi di Teresa Acone e le musiche di Luciano
Francisci.
Francesca
Romana Di Santo – Il Corriere Laziale –
mercoledì 9 febbraio 2005
Gustosa
l"Anatra" di Zanetti e Nathalie
Quante volte è stata servita L'anatra all'arancia?
Tante. La commedia dell'inglese William Douglas
Home approdò in Francia dove fu felicemente
rielaborata da Marc Gilbert Sauvajon e in Italia
dal 1970 ad oggi, quasi fosse un duttile canovaccio,
si è rifatta spesso il maquillage piegandosi
docilmente agli adattamenti dei vari traduttori.
Macchina collaudata di un "teatro del sorriso",
la commedia, ora in scena con la regia di Bruno
Montefusco, è la storia di una crisi coniugale
risolta con estrosità da Gilbert, un tracimante
e trascinante Giancarlo Zanetti, autore televisivo
di successo, simpatico mascalzone, marito bugiardo,
infedele, inaffidabile, eterno fanciullo, la cui
moglie, Lisa, la brava Laura Lattuada sempre sull'orlo
di una crisi di nervi, esacerbata da tradimenti
in serie e da un senso permanente di instabilità,
dopo quindici anni di matrimonio annuncia di essersi
innamorata di un essere "normale", un
aristocratico (Marco Minetti), posato, gentile e
soprattutto attendibile. Gilbert parte al contrattacco
e per salvare il matrimonio escogita, sotto gli
occhi vigili e testimoni di una "folle"
cameriera di famiglia, la gustosa Cristina Noci,
un farsesco week end di tradimenti, complice la
bellissima segretaria, ben interpretata da Nathalie
Caldonazzo. Due giorni di fuoco e il buon senso,
la famiglia, e forse l'amore, trionferanno e tutti
vivranno felici e contenti. Ritmi serrati, recitazione
sopra le righe, sono le caratteristiche di questa
divertente messinscena, meglio di quasi tutte le
messinscene di commedie brillanti che sui nostri
palcoscenici si ostinano a trasformarsi in supervaudeville,
popolati da personaggi sottolineati con la matita
rossa.
Magda Poli - CORRIERE DELLA SERA (edizione
di Milano) - Giovedì 11 Marzo 2004.
Come
sempre saporita quell' "Anatra all'arancia"
Dalla prolifica e fortunata razza delle commedie
brillanti questa Anatra all'arancia racchiude geneticamente
sia la componente anglosassone del dialogo frizzante
e assolutamente spiritoso, sia quella tutta francese
basata sulla malizia vagamente erotica di derivazione
vaudeville o antica pochade: infatti il fortunato
copione di Marc Gilbert Sauvajon (Le canard à
l'orange) del 1969 deriva a sua volta dal testo
dell'inglese William Douglas Home (The Secretary
Bird) del '67. Copione eternamernte tentatore per
doppia coppia di attori, L'anatra all'arancia è
tornato in questa versione, di passaggio nella stagione
del Teatroteam, con protagonisti Giancarlo Zanetti
e Laura Lattuada (la coppia di sposi in improvvisa
crisi pre-divorzio), insieme a Marco Minetti e Nathalie
Caldonazzo, tutti investiti dall'onere di condurre
il gioco brillante e leggero della commedia lungo
i passaggi degli eterni e ricorrenti litigi coniugali
e adulterini, di bronci, ripicche, conciliazioni,
fratture e suture sentimentali, incroci e svincoli
psicologici burlescamente condotti nel gioco della
pièce. In attesa che sia pronta in tavola
la famosa Anatra all'arancia nella scena elegantemente
d'interno con vetrata e giardino, il bon-ton brillantemente
dialogato monta e frulla, come una salsa maionese
ben riuscita, gonfiando una comicità ironica
e sapida. L'anatra all'arancia si conferma un ancor
praticabile oggetto teatrale: fra gli attori di
questa versione particolarmente impegnato e vigorosamente
attivo, nel divertire, è Giancarlo Zanetti,
mentre più asciutta in scostanti isterie
risulta Laura Lattuada, svampita e decorativa comme-il-faut
Nathalie Caldonazzo, smarrito e irretito Marco Minetti
seduttore, chiassosa e sopra le righe Cristina Noci
cameriera. Lo spettacolo è stato ben accolto
dal pubblico del Teatroteam e dai suoi applausi
finali. La scena era di Nicola Rubertelli, le musiche
con riferimenti mozartiani a cura di Luciano Francisci.
Pasquale Bellini- LA GAZZETTA DEL MEZZOGIORNO-
Lunedì 26 Gennaio 2004.
L'
"Anatra" è servita: e giù
risate
Che succede se un marito tradito contrattacca con
humour, sbertuccia il rivale e s'inventa una relazione
con la segretaria? Succede che riconquista la moglie.
Il lieto fine, anzi, è doppio, la "pièce
souriante" vede anche volare in Italia il seduttore,
nobile e danaroso (Marco Minetti) e la segretaria
(Nathalie Caldonazzo, bionda bellezza da eros patinato
e in più brava). Mentre il sole sorge ancora
sul ricomposto ménage (Giancarlo Zanetti,
cornuto all'attacco, e Laura Lattuada, adorabilmente
psicolabile). Metteteci una tata (Cristina Noci)
tutta bigotteria contadina ed eros represso e avrete
in tavola (al San Babila, fino al 21), "L'anatra
all'arancia", mix di umorismo inglese (il testo
è di W. D. Home), di spirito boulevardier
francese (rifacimento di M. G. Sauvajon) e di estrosità
all'italiana. Regia di Montefusco, tracimazione
alluvionale di parole e di gesti, anatra speziata
ma il pubblico si lecca i baffi.
Ugo Ronfani - IL GIORNO - Giovedì
18 Marzo 2004.
L'anatra
non invecchia
Commedia celebre nelle varie versioni teatrali (con
Alberto Lionello e Valeria Valeri) e cinematografiche
(con Ugo Tognazzi e Monica Vitti), L'anatra all'arancia
in scena al Teatro Pezzani, non ha perso smalto
e ironia, ma ancora fa sorridere e riflettere sulle
dinamiche che animano la vita a due. E se erano
esilaranti sul grande schermo le schermaglie e i
bisticci di Tognazzi e Monica Vitti, nel film di
Luciano Salce, anche in questa versione teatrale
allestita dalla Cooperativa Teatro per l'Europa,
i dialoghi conservano ritmi e meccanismi comici
piacevoli. Soprattutto nell'interpretazione di Giancarlo
Zanetti, nelle vesti di Ugo De Roy - e non Gilbert,
forse un omaggio proprio all'interpretazione di
Tognazzi? - , il marito tradito che riesce però
a mettere in piedi una battaglia perfetta per riconquistarsi
la moglie nel giro di poche ore. Il piano di De
Roy è infatti praticamente perfetto: in apparenza
prestarsi ad assecondare la moglie Lisa, in procinto
di lasciarlo per partire per un romantico viaggio
in Italia con l'amante Jean Paul; in realtà,
con l'ingresso di un quarto elemento nel triangolo
- la segretaria Patrizia - convincere a poco a poco
la moglie a tornare sui propri passi, e a riscoprire
quanto sia ancora innamorata di lui, nonostante
tutti i difetti e le mancanze di quindici anni di
matrimonio. Il congegno a orologeria funziona inesorabilmente:
Lisa, gelosa della rivale che sta per insediarsi
nella vita che lei stessa sta invece per abbandonare,
scopre contemporaneamente quanto sia superficiale
ed effimero il sentimento che la lega al nuovo amante
Jean Paul. Tutto è molto chiaro, la geometria
della commedia è quasi paradigmatica, eppure
è ben giocata sui dialoghi e sui progressivi
mutamenti d'animo dei personaggi coinvolti. Con
una ambientazione tipicamente «salottiera»,
quest'agrodolce commedia di Marc Gilbert Souvajon,
tratta da The secretary bird di William Douglas
Home, è dunque stata interpretata con buon
successo di pubblico al Teatro Pezzani da un convincente
Giancarlo Zanetti dai toni e dalle movenze vagamente
«tognazziane», affiancato dalla raffinata
Laura Lattuada nelle vesti della moglie Lisa, e
da un'esplosiva Nathaly Caldonazzo in minigonne,
completini rosa shocking e tacchi a spillo, calata
nella parte della sensuale e disincantata segretaria
«in carriera» Patrizia Dupont, disposta
a realizzare le direttive del suo capo nella speranza
di un avanzamento sul lavoro. Marco Minetti veste
i panni dell'amante di Lisa ed è anche la
vittima delle astuzie di De Roy, mentre Cristina
Noci interpreta la caratteristica figura di governante
impicciona. A firmare la regia è Bruno Montefusco.
Francesca Benazzi - GAZZETTA DI PARMA -
Domenica 2 Marzo 2004.