E' praticamente impossibile
raccontare in maniera esauriente una carriera così
importante e ricca come quella di Valeria Valeri, una
grande artista con oltre cinquant'anni di lavori importanti
da protagonista, sempre ai massimi livelli.Valeria Valeri
è infatti dedita al teatro fin dal 1950, anno
del suo debutto sulla scena, dopo aver rinunciato a
un posto di annunciatrice radiofonica. Il suo debutto
avviene infatti nella compagnia di Laura Carli, recitando
in "Caldo e freddo" di Crommelynk, poi ne
"La brocca rotta" di Kleist e in "Svegliati
e canta" di Odets. L'anno successivo fu chiamata
dalla compagnia Andreina Pagnani-Gino Cervi in "Harvey"
di Mary Chase e nei "Figli di Edoardo" di
Jackson, Bottomley e Sauvajon. Da allora le sue performance
si susseguono a raffica fino ad approdare anche in televisione
nel 1953 con la fortunata e famosissima serie TV La
famiglia Benvenuti, al fianco di Enrico Maria
Salerno, anche compagno di vita dell'attrice per molti
anni. Moltissime le opere di successo con cui ha calcato
le scene: citiamo gli spettacoli al Teatro Stabile di
Genova, che nel 1955 le offrì occasioni importanti
come "Ondina" di Giraudoux, "Ivanov"
di Cechov, "La moglie ideale" di Praga, "I
demoni" di Dostoevskij-Fabbri, "La Gibigianna"
di Bertolazzi, "Misura per misura" di Shakespeare.
Nel 1958 passò a far parte del famoso gruppo
"Gli Associati" con Enrico Maria Salerno,
Giancarlo Sbragia e Ivo Garrani, dove nel 1960 ha avuto
modo di distinguersi in "Sacco e Vanzetti".
In compagnia con Alberto Lupo ha interpretato "Fiore
di cactus", "Baciami Alfredo" di Carlo
Terron, "Alfa Beta" di E.A. Whitehead. In
seguito è stata protagonista di "Occupati
di Amelia" di Feydeau, ha lavorato con Alberto
Lionello ne "L'anatra all'arancia", e con
Gino Bramieri in "Anche i bancari hanno un'anima".
E' stata ancora protagonista ne "La vedova scaltra"
di Goldoni e poi molti spettacoli di enorme successo
in coppia con Paolo Ferrari, come "Vuoti a rendere"
di Maurizio Costanzo per la regia di Gianni Fenzi, "Sinceramente
bugiardi" e "Senti chi parla", entrambi
con la regia di Giovanni Lombardo Radice, poi negli
anni '90 "Gin Game" con la regia di Ennio
Coltorti; quindi "Diario di una cameriera"
regia di Giancarlo Sbragia, poi "Lettere d'amore"
(Love letters), "Et moi....et moi" , "La
cicogna si diverte", "Colpo di sole"
e "Il Clan delle vedove". Nella stagione 1997/98
ha interpretato il ruolo della ladra Cèline nella
commedia brillante "Madame Lupin". Nelle ultime
stagioni ha girato l'Italia con gli spettacoli "La
signora omicidi" di W.Rose per la regia di Giuseppe
Cairelli, "Felicita Colombo" di Giuseppe Adami,
regia di Patrick Rossi Gastaldi, "Amore senza tempo"
di Arbuzov, regia di Enrico Maria Lamanna, "Giochi
di famiglia" (La Griffe) di D'Anna e Bonin di nuovo
con la regia di Cairelli.