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Compagnia Teatrale La Bottega del Pane

presenta

  Aulularia

di Tito Maccio Plauto

con
Dario Garofalo    Cinzia Maccagnano    Luna Marongiu    Cristina Putignano

Scene e costumi  Violante Valli
Maschere  Giancarlo Santelli

Regia Dario Garofalo


La ricerca teatrale e conseguente produzione di spettacoli tratti dalle commedie di Plauto, rappresenta per la Bottega del Pane un percorso, ancora aperto, che nasce da lontano – dalle radici della Compagnia – e prosegue nel solco fruttuoso della tradizione che fluisce, rinnovandosi, nell’interesse per il mondo contemporaneo, nel senso stesso del fare teatro. Un modello di teatro comico della classicità, affrontato con il rigore della conoscenza filologica e con l’invenzione contemporanea del lavoro dell’attore. Il teatro di Plauto è spunto straordinario di un lavoro che dal 2001 ha portato a realizzare tre commedie diverse tra loro, Rudens, Persa e Bacchides. Le tre commedie sono accomunate dal comune uso della maschera della commedia attica nuova secondo i modelli che gli scavi in anni recenti nella necropoli di Lipari ci hanno restituito. Sui calchi delle testine votive a Dioniso il Maestro Giancarlo Santelli è andato in questi anni ricostruendo ed interpretando progressivamente il gesto fondamentale di quella straordinaria forma teatrale. E’ attraverso l’uso delle maschere, della loro funzione artistica e simbolica, che solo quattro attori possono ricoprire tutti i ruoli del testo, in una visione straniata e surreale di quel teatro, sottratto così al facile e rassicurante realismo immedesimativo di tante messe in scena moderne.

L’idea di questa Aulularia nasce e dal voler continuare lo studio e la ricerca, nel lavoro pratico, delle potenzialità di utilizzo delle maschere della commedia attica nuova, nel solco della tradizione creatasi e consolidatasi grazie all’intuizione di Giancarlo Sammartano e del suo “Progetto Plauto in maschera” (Rudens, Persa, Bacchides); e dal voler provare a variare questa tradizione, rinnovandola, grazie ad un utilizzo sempre più consapevole della maschera e con l’idea di avvicinarne la portata teatrale al mondo culturale contemporaneo, evidenziandone il valore di attualità antropologica e di efficacia “di mercato”. Da qui la scelta di un classico della comicità plautina, quasi a risolvere il problema della comprensione del testo, a semplificare il livello narrativo del racconto scenico, per potersi concentrare sul “ritmo danzante” della scrittura, sugli aspetti grotteschi e moderni della commedia antica, per uno spettacolo di sapore aristofanesco, di comicità immediata, cattiva, mai rassicurante. Il pretesto iniziale, l’unico possibile, è la vita stessa della Compagnia al lavoro, le difficoltà di concertazione delle diversità, il desiderio di apparire, l’avidità di acquisire e la paura di tutto perdere, il diritto di possedere che diviene dovere. Lo custodiamo tutti in casa – e anche gelosamente - l’inferno di Euclione, il medesimo strazio, lo stesso orrore che avvelena la vita: lui, avaro impenitente e intramontabile, come noi attaccato a un tesoro che forse non esiste, uomo solo contro tutti, verde di rabbia, sempre tremante, che parla con i muri, che ha la casa popolata da fantasmi.

L’uso della maschera permette di conservare, ed anzi accrescere, l’effetto della sorpresa comica, in una costruzione metafisica e rigorosamente geometrica del meccanismo teatrale, restituendo senso al rapporto magico e sorprendente tra l’uguaglianza del pubblico e la diversità della scena. Oltre l’intreccio della commedia, si potrà così cogliere il senso e il fine di un pretesto, che con l’acrobazia fisica e verbale dell’attore, parla in realtà della forza evocativa del teatro.



Distribuzione: Stefano Pironti - Tel. 06.99709579 - 347.66.12.074
Disponibilità: stagione 2007/2008
mail distribuzione@chiediscena.it

 


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