Ritagli stampa sugli spettacoli plautini de "La Bottega del Pane"
La Compagnia teatrale La Bottega del Pane prosegue il suo percorso di ricerca e approfondimento sul teatro delle origini. Il loro intento era quello di sottolineare la forza evocativa del teatro. Ci sono riusciti al meglio. Il rispetto della comicità classica unito ad un tocco di invenzione contemporanea ne ha determinato il successo. E' impossibile definire le qualità recitative di ognuno di loro. Dario Garofalo, Cinzia Maccagnano, Cristina Putignano e Chiara Pizzolo si sono trasformati in un corpo unico e multiforme. La bravura è da attribuire alla compagnia in toto. E i coprivolto elaborati da Giancarlo Santelli hanno accentuato l'effetto comico .
Assia Baudi di Selve- IL TEMPO- 14 Agosto 2003
"Rudens", impariamo dalle commedie plautine il pensiero sociale di oggi
"Rudens" di Plauto, messo in scena da La Bottega del Pane, ha dimostrato, a chi in quest'estate romana aveva perso le speranze, come sia possibile rappresentare i classici in modo corretto. Si trattava di mostrare come la scrittura plautina e il suo pensiero che si fa specchio sociale possano levarsi in tutta la loro grandezza e atemporalità da topoi più o meno fissi. La compagnia, che, per quanto giovane, vanta un'invidiabile esperienza all'interno del repertorio classico, ci è riuscita perfettamente sapendo sfrutt are, in quella che può definirsi una lettura a levare, nient'altro che le ricchezze del testo. Il regista Giancarlo Sammartano conosce il gioco. Ne esce uno spettacolo che ci restituisce finalmente l'autore, sapendone cogliere l'estrema delicatezza degli universi sensibili che colmano lo spazio tra gli attori e dentro, a riempire le maschere stesse. Riscopriamo finalmente il volto di un Plauto dolce, che non aggredisce con risate da osteria, ma conduce lo spettatore verso un'allegra e invitante presenza per soffiargli nell'orecchio parole leggere, che raccontino di qualche sorriso triste e valori semplici che tengono nascosto il segreto della felicità. Testo e attori s'esaltano a vicenda. Le rapide correnti ritmiche e le stringenti dinamiche drammaturgiche lanciano la coppia Dario Garofalo- Cinzia Maccagnano in duetti mirabili, che ancora una volta danno conferma delle loro doti.
Gian Maria Tosatti- IL TEMPO- Martedì 4 Settembre 2001
Plauto e la maschera così l'attore si scatena
Qualcuno si sarà anche chiesto perchè Plauto, sui libri, non sia poi tanto comico, mentre a teatro possa invece farti piegare dal ridere. La messinscena ad opera della compagnia "La Bottega del Pane" risponde a questa domanda. E lo fa mostrando la soluzione scenica che è sottesa alle battute, ai personaggi e alla logica delle situazioni rappresentate. Il risvolto è che si recita in maschera e con l'impegno degli attori a interpretare più ruoli, così come i loro predecessori latini.
Stefano Adamo- LA REPUBBLICA- Venerdì 31 Agosto 2001
Plauto a Segesta, ovvero i buoni attori non hanno età
Gli attori della Bottega del Pane hanno recitato al Teatro Greco di Segesta indossando sul volto copie delle maschere fittili ritrovate nella necropoli di Lipari. Un gran movimento, un correre in lungo e in largo sulla scena, un cambio ininterrotto di voci e di corporature dietro quelle maschere faceva intuire un continuo scambio di personaggi, un gioco da grandi attori professionisti. Al termine dello spettacolo, tra i calorosi applausi, la sorpresa più grande: quelle maschere nascondevano i volti di giovani attori.........lo spettacolo ha dimostrato come i maestri del palcoscenico possono dormire sogni sereni, certi di un ricambio generazionale che certamente non li farà rimpiangere; ha dimostrato come anche i giovani sappiano proporre uno spettacolo degno delle tradizioni segestane senza ricorrere a grandi nomi di richiamo. A guidarli c'era Giancarlo Sammartano , che di esperienza ne ha da vendere ma anche l'impostazione è stata sicuramente giovanile, con gli attori che si rivolgevano al pubblico e improvvisando interagivano con esso: una formula moderna, coinvolgente, che ha strappato lunghi applausi.
Elio D'Amico- LA SICILIA- Giovedì 19 Luglio 2001
"Il Persiano", Plauto e sprazzi d'italietta
Rispolverare l' esprit di Plauto non è operazione difficile, ma con "Il Persiano" che ha debuttato al Teatro antico "La bottega del pane" è andata ben oltre. Perchè qui Plauto e i vicoli ateniesi sono il duttile pretesto per portare in scena una surreale-e a tratti di genio felliniano- italietta degli anni venti. E' l'immaginario visivo che trionfa nella traduzione di Maurizio Bettini e con la regia magistrale di Giancarlo Sammartano, grazie alle congeniali imbastiture curate da Giovanna Lombardo per le scene futuriste e per gli abiti retrò. "Il Persiano" accende folgoranti luci sulla vecchia ribalta, fa squillare i dialoghi, dà freschezza al marchingegno di sipari, siparietti e couplet . E l'applauso- che esplode più volte a scena aperta, sincero come le grasse risate del pubblico- è tutto per la compagnia, un collettivo giovane ed entusiasta che non si stanca di correre, travestirsi, arrampicarsi su per la cavea e coinvolgere gli spettatori. Tutti bravi: recitazione sempre ben sorvegliata e calibratissima quella di Chiara Pizzolo e Dario Garofalo, eccellente la prova di Cinzia Maccagnano e con lei Cristina Putignano. Non fa una piega questo "Persiano", accattiva sulle corde di un'amabile leggerezza, seduce sulle note di Dimitri Nicolau.
Micaela Sposito- GIORNALE DI SICILIA- 17 Agosto 2000