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RASSEGNA STAMPA DELLO SPETTACOLO "LA BAITA DEGLI SPETTRI "

Un Horror tutto da ridere

Ha debuttato ieri al teatro Vittoria "La Baita degli Spettri" una commedia scritta e da Claudio "Greg" Gregori, concepita come un dvd interattivo che più che su una poltrona di teatro fa sentire lo spettatore sul divano di casa propria col telecomando in mano.
Cinque ragazzi decidono di passare qualche giorno in una baita sperduta tra i boschi dove, molti anni prima, altri ragazzi erano morti trucidati da un maniaco. Strani rumori, scricchiolii, eventi inquietanti terrorizzano i ragazzi convinti ogni giorno di più che il fantasma del maniaco non abbia mai lasciato la baita.
Il testo che fa il verso agli stereotipi del film horror è davvero molto divertente e ottimamente interpretato da un cast affiatatissimo che vede, accanto al collaudato duo Lillo e Greg, i bravissimi Simone Colombari, Lorenzo Gioielli, Virginia Raffaele e Valentina Paoletti.
La messa in scena è originalissima con l'uscita a sopresa di un maxischermo sul quale, nel finale, appare il menu interattivo con gli extra: gli attori tornano sul palco e interpretano le scene tagliate, il backstage, le interviste, gli errori.
Lo spettacolo è giocato su una comicità coinvolgente ed esilarante dalla prima all'ultima battuta ed è, a mio parere, la pièce più divertente della stagione. Assolutamente da non perdere.

Ilda Ippoliti sui siti:
IL FOYER http://ilfoyer.splinder.com/
Corriere del Web.it http://ilcorrieredelweb.blogspot.com/
Mercuzionline http://mercuzio.leonardo.it/blog

 

A grande richiesta torna, stavolta sul palcoscenico del teatro Vittoria di Roma, "La baita degli spettri" con sottotitolo "commedia in due atti e cinque cadute di stile" (di cui quattro durante la scena e una provocata dal "pubblico"). Questa esilarante pièce teatrale è scritta da Claudio Gregori, meglio noto come Greg, e vede in scena oltre allo stesso sceneggiatore e scrittore, anche il suo compare Lillo, insieme a Simone Colombari, Lorenzo Gioielli, Valentina Paoletti e Virginia Raffaele. La novità e genialità della rappresentazione è evidente fin dalle prime battute ed è legata al fatto di essere pensata e strutturata come un dvd interattivo, per cui il pubblico ha l'illusione di essere a casa più che a teatro. Sulla scena buia compare la schermata iniziale, tipica di questo mezzo di diffusione filmico, ed ecco che è il momento di far partire il film grazie al fidato telecomando, seduti comodamente al calduccio. I protagonisti sono cinque ragazzi, che decidono di passare alcuni giorni di vacanza in una baita in montagna un po' isolata ed immersa nel bosco. Il prezzo è esiguo e questo ovviamente li attira molto, peccato però che, secondo i paesani, questa casa è maledetta. Già, perchè nel lontano 1969 un maniaco criminale uccise cinque ragazzi un po' hippy, che erano lì a meditare e ancora oggi lo spirito dell'assassino si aggira tra quelle mura. Strani rumori e voci inspiegabili alimentano il terrore dei vacanzieri ed in più ecco che arriva un vicino di casa strano, che fa di professione l'impagliatore, molto desideroso di fare amicizia con loro, cui si aggiunge un ospite indesiderato che sta per arrivare. Certamente sono tutte delle coincidenze bizzarre. La trama è esile e presenta una struttura circolare con un divertentissimo, quanto inaspettato, finale a sorpresa. Tutto lo spettacolo è costituito fondamentalmente da gag, battute e sketch, legati fra loro e riconducibili al genere horror. E' una rivisitazione allegra di questo genere cinematografico, ma più che una parodia è una presa in giro del repertorio e dei meccanismi di costruzione della tensione. Vengono usati tutti gli stilemi e gli strumenti tipici: dal vicino di casa un po' strano, alle telefonate minatorie, ai cambiamenti di personalità, peccato però che tutto risulti improbabile all'occhio dello spettatore, perchè si rasenta il paradosso. In realtà è proprio quest'ultimo a giocare un ruolo centrale nella commedia, che mantiene un ritmo abbastanza serrato, tranne nei momenti in cui ci sono delle "cadute" e dei rallentamenti. E' uno spettacolo goliardico, caratterizzato da frasi fatte ed elementi portati alle estreme conseguenze, intervallato qua e là da quattro momenti molto grevi, in cui sulla scena è usato un volgare linguaggio, sfortunatamente quotidiano, in epoca moderna. Questi cinque momenti, definiti dall'autore "cadute di stile", sono annunciati al pubblico da un segnale sonoro e luminoso con dei fari, come quelli sulle macchine della polizia, ma arancioni. Tra battute e gag improvvisamente la narrazione si interrompe ed ecco le voci degli spettatori che commentano come davanti allo schermo della tv di casa, è un momento di pausa per ricordare al pubblico che questo è un dvd. Lo spettacolo è una presa in giro e al tempo stesso un omaggio ai film di paura, riprendendo gli stilemi dei grandi classici del giallo da Lang a Hitchcock. Irresistibile ed esilarante è poi la parte finale della storia, dove il pubblico è alle prese con i famosi "inserti speciali" dei dvd, che comprendono interviste, backstage, scene tagliate ed errori di ipotetiche riprese. Sono tutti elementi tipici che regalano al pubblico momenti di intensa ilarità, riescono da soli a superare addirittura la comicità dell'intera storia.

Federica Di Bartolo sul sito CineLab.it http://www.cinelab.it/

 

Recensione

Chi conosce Lillo e Greg sa esattamente cosa aspettarsi da uno spettacolo come The Baita, commedia in due atti e cinque cadute di stile, e cioè quell’umorismo che ha caratterizzato la scrittura di Greg fin dai tempi dei sottotitolati passando per Latte e i suoi derivati ed arrivando al più recente Agenzia 610. Troviamo il gusto per il paradosso, il luogo comune e la frase fatta portato fino alle conseguenze più estreme ed il passaggio repentino dal gioco di parole arguto ad un registro decisamente più greve.

La baita degli spettri non è la parodia di uno o più film specifici, quanto una presa in giro del genere e dei suoi meccanismi di costruzione della tensione, con tutto il repertorio di catene trascinate, telefonate minatorie, cambiamenti di personalità e racconti tanto raccapriccianti quanto improbabili. Questi “attrezzi del mestiere” vengono smascherati e capovolti, secondo modalità già note al pubblico della menzionata trasmissione radiofonica, con la rottura della barriera tra finzione e tecniche di messa in scena ad esempio, o con la messa a nudo della convenzione cinematografica e teatrale. Il rimando non è casuale poiché nel cast figurano alcuni dei collaboratori di Greg e Lillo nel programma di Radio Due, come Valentina Paoletti e Stefano Frosi, entrambi protagonisti di collegamenti dagli esiti fallimentari. Alcune delle gag inoltre si richiamano esplicitamente a “610”, con il tormentone delle riviste specializzate fino al parossismo e con la presenza in scena di una radio.

Non si può dire però che La baita degli spettri abbia una struttura narrativa ben delineata. Si tratta piuttosto di una lunga serie di sketch legati da un filo conduttore e da una trama circolare con finale a sorpresa. Nonostante alcune trovate irresistibili sono avvertibili delle cadute di ritmo (piuttosto che di stile) ed una certa ridondanza. The Baitha è uno spettacolo che ha molto a che fare con la goliardia (pur se di livello poco più alto) ed è evidente che gli attori in scena si divertono molto, particolare che in questo caso aumenta il coinvolgimento degli spettatori.

Nonostante qualche limite, lo spettacolo regala due ore di spensierato svago, con il rischio che scorra senza lasciare traccia. Irresistibili invece gli “inserti speciali” al termine dello spettacolo, strutturati come in un DVD con tanto di lingue ed extra che comprendono interviste, backstage, scene tagliate ed errori durante le ipotetiche riprese. Anche l’inserto speciale viene preso come un genere con caratteristiche ben precise e parodiato di conseguenza, ma i risultati sono decisamente più originali.

Mauro Corso sul sito TeatroTeatro.it http://www.teatroteatro.it/

 

La Baita degli spettri

Torna in scena a grande richiesta, e a furor di passaparola, dopo il successo dello scorso maggio e poi quello recente nell'allestimento di settembre e ottobre.

Torna a furor di popolo, fino al 30 Dicembre, al Teatro Sala Umberto di Roma lo spettacolo “La baita degli spettri”. E’ un’esilarante commedia in due tempi ed è caratterizzata da cinque cadute di tono (precisamente quattro ed una provocata dal pubblico).

In questo spettacolo si narra di Cinque ragazzi che decidono di trascorrere alcuni giorni di vacanza e relax in una baita sperduta, e scopriranno, loro malgrado, essere maledetta e abitata da esseri spettrali. Nel frattempo incombe su tutti la figura del fantasma di un maniaco criminale che già uccise cinque ragazzi nel '69 ed ancora si aggira tra le mura. Un solitario Imbalsamatore di animali sembra voler fare la loro conoscenza ed un ospite indesiderato sta per arrivare. Comunque le trovate comiche sono irresistibili ed anche farsesche oltre che buffe anche se alcune volte si riscontrano cadute di ritmo ed una certa ridondanza. In definitiva “La baita degli spettri”. è uno spettacolo molto goliardico (conoscendo Lillo e Greg personalmente la cosa non ci si stupisce) ed é da riscontrare che gli attori in scena si divertono molto, coinvolgendo direttamente anche il pubblico che passa due ore di spensierato svago senza accorgersi che il tempo fugge.

Irresistibili sono invece gli “inserti speciali” al termine dello spettacolo, strutturati come in un DVD con tanto di lingue ed extra che comprendono interviste, backstage, scene tagliate ed errori durante le ipotetiche riprese. Anche l’inserto speciale viene preso come un genere con caratteristiche ben precise e parodiato di conseguenza, ma i risultati sono decisamente più originali.

Nel corso della commedia ci sono cinque momenti di volgarità gratuita per il pubblico più grossolano, come è stato detto durante una recente presentazione dello spettacolo e gli spettatori vengono avvisati in anticipo delle cadute di tono grazie a segnali visivi, come i simboli a lato dello schermo televisivo. Anche questo fa parte dello spettacolo, pur di divertire lo spettatore. In pratica – ha detto Greg - ci troviamo di fronte alla parodia delle parodie, dove niente viene salvato. In un’intervista Greg ha detto che oramai il DVD è un fenomeno del nuovo secolo e pertanto voleva introdurre un elemento divenuto fondamentale nella vita di tutti in un luogo come il teatro che è apparentemente all’antitesi.

La storia della baita popolata dagli spettri- ha detto Greg – è invece una sorta di omaggio ai film di paura della storia del cinema. Oltre a Lillo e Greg, bisogna dare atto anche agli altri bravi attori - Simone Colombari, Lorenzo Gioielli, Valentina Paoletti e Virginia Raffaele - che hanno saputo lavorare in perfetta simbiosi ed armonia. Una nota a parte; è da sottolineare che Greg ha completato la stesura del suo primo libro, una raccolta di quindici racconti, alcune poesie e numerosi epigrammi all'insegna dell'umorismo nero.

Claudio Di Salvo
Sul sito LSNN Lady Silvia National Network http://news.ladysilvia.it/

 

Recensione “La Baita degli spettri” di e con Lillo & Greg
Scritto il 11 Febbraio, 2008 in Mondo Teatro

Dal 5 febbraio, per tutto il mese, al Teatro Vittoria di Piazza Santa Maria Liberatrice 10, Testaccio, Roma, “La Baita degli spettri (The Baitha)“, commedia in 2 atti e 5 cadute di tono di Claudio “Greg” Gregori, regia di Lillo & Greg e con Lillo & Greg, Simone Colombari, Lorenzo Gioielli, Valentina Paoletti, Virginia Raffaele.
L’umorismo della coppia Lillo & Greg è ormai noto al pubblico e a loro spetta l’improbo compito di dover sorprendere chi, da loro, si aspetta già di essere sorpreso. Niente di più difficile. Eppure, incredibilmente, la drammaturgia di Greg e la regia dei due, riescono a spiazzare e a divertire chi è seduto in platea con in mente solo un gigantesco “facce ride!”
Lillo & Greg sono una coppia geniale, nel senso più classico del termine: genio è colui che sa guardare oltre i confini che le persone normali considerano limiti invalicabili e necessari. Per essere comici bisognerebbe essere almeno un po’ geniali: solo così, infatti, è possibile innescare quei meccanismi che provocano una risata, una risata intelligente. Per questo Lillo & Greg sono geniali, e in “The Baitha” la scrittura di Claudio “Greg” e la regia a quattro mani trasuda di questa genialità.
Lo spettacolo è, in realtà, contenuto in un fantomatico DVD, e questa cornice narrativa è l’espediente drammaturgico-registico più interessante, perché, forse, costituisce l’unico elemento propriamente e autenticamente teatrale dell’intera opera che, nel suo complesso, si basa su una comicità di parola e di situazione trasversale ai mezzi (teatro, televisione, cinema…).
La comparsa dei menù del DVD sul palco risulta essere così straniante e provocatoria proprio perché assurdamente decontestualizzata; così come il momento di “pausa” e le conseguenti voci degli spettatori davanti allo schermo che commentano. Probabilmente anche le “cadute di stile”, ossia i momenti in cui questa comicità intellettuale lascia ironicamente (e fintamente) il posto a battutacce grevi, non avrebbero lo stesso effetto viste attraverso uno schermo.
Ma anche nei momenti non “metateatrali” le battute nascono da riflessioni sul linguaggio di genere (in questo caso il film horror-thriller) o sul linguaggio in generale, quello che adoperiamo per comunicare, spesso con poca consapevolezza. Claudio Gregori è estremamente consapevole delle regole che sono alla base di un buon testo comico e le rispetta tutte, senza nulla togliere all’estro che fa di lui un vero artista. Ci sarebbero decine di battute e di situazioni da addurre come esempi di questa genialità, ma non renderebbero certamente giustizia ad uno spettacolo semplicemente bellissimo, intelligente, irresistibile, inaggettivabile.
Lillo & Greg sono una speranza per il teatro: due rockstar che alla televisione devono una parte della loro popolarità (un’altra fetta va alla radio), ma che portano l’estro teatrale in televisione e non stantie situazioni televisive in teatro. Potrebbero quasi riconciliare due mondi che non devono guardarsi in cagnesco, ma rivendicare ognuno la propria autonomia di linguaggi e codici. Tutti gli altri attori, poi, sono bravissimi.

Francesco Picciotti su Livecity.it http://www.livecity.it/

 

LA BAITA DEGLI SPETTRI
a cura di Giulia de Martino

Interpretato dal duo comico Lillo e Greg, che tanto ci hanno divertito coi loro pezzi che ormai sono un cult, torna in scena a grande richiesta La baita degli spettri che lo scorso hanno è riuscita a registrare il tutto esaurito.
La novità e la bellezza di questa pièce è l’averla concepita come un dvd interattivo sotto forma di commedia teatrale che diverte n modo non convezionale il pubblico.
Esilaranti gag, battute a non finire e situazioni assurde e paradossali che rimandano ad un vissuto a noi comune , sono il sale di questo spettacolo che è cresciuto nel tempo grazie al passaparola della gente.
Nella commedia ci sono continue citazioni degli horror cinematografici più famosi, basti pensare al l’abito scuro e lungo dell’imbalsamatore Astorre che ricorda tanto quello di Nosferatu; The ring la telefonata che la bella Virginia riceve e tante altre che è divertente riconoscere.
Si tratta di un trattato,direi, sugli stereotipi cinematografici che qui vengono ridicolizzati, a partire dalle musiche drammatiche a finire con le inquadrature strette e serrate.
In qualche modo sono riusciti a riportare a teatro un film, in modo davvero intelligente e fortunato.
Tutti i protagonisti in realtà sono i famosi spettri che si divertono a spaventare gli ospiti della baita in affitto raccontando storie raccapriccianti sulla loro fine cruenta.
Ma l’elemento davvero gradevole è rappresentato dalle cinque cadute di stile in cui, avvisato il pubblico da segnalatori acustici posti i sala che dovrebbero riportare al decoro, si fa uso di modi di dire che fanno parte del nostro linguaggio più comune e, perché no, più spinto ma che tanto fa sorridere.
Al termine dello spettacolo sul maxischermo, come in un vero dvd, compaiono le voci dei contenuti speciali che il pubblico può ancora gustare. Davvero geniale; e li lo spettacolo si conclude con le interviste, come in un reale backstage, ai due protagonisti doppiati mentre loro parlano un inglese improbabile, alla MTV maniera.
Una commedia esilarante dal primo minuto e che porta a considerare con occhio diverso il minestrone horror, soprattutto d’oltre oceano, che tanto attira il pubblico mondiale.

Su Eventi Culturali http://www.culturalevents.info/


Lo humour nero di Lillo e Greg
Alla Sala Umberto “La Baita degli spettri” fa ridere il pubblico

Commedia comica, raffinata, che vale il biglietto. Con la “La Baita degli spettri”, Lillo e Greg tornano a cimentarsi con innegabile talento anche nel genere humour-horror. Gli spettatori del teatro Sala Umberto hanno goduto di una commedia gradevole, originale, moderna (…). Una commedia “noire” che fa sorridere, capace, tuttavia, di creare momenti di suspance (…). Alla fine, come in ogni thriller che si rispetti, “La Baita degli spettri” riserverà al pubblico una sorprendente, sconcertante verità degna di uno scrittore del genere. Bravi i due big Lillo e Greg che hanno rispettivamente firmato lo spettacolo come regista ed autore (…). A commedia finita, quando tutti pensano che sia ora di alzarsi, comincia un piccolo show comico. (…) Un gioco teatrale che si rivela vincente. Il pubblico applaude soddisfatto per aver sorriso in modo diverso. Più elegante .

Cinzia Tralicci - Il Tempo – sabato 13 maggio 2006

“La Baita degli spettri”: un horror da ridere

Un telefono che squilla sinistro, un grido stridulo di donna, un rifugio di montagna immerso nel silenzio dei boschi…ed è subito horror. E' La baita degli spettri- The baitha, ma non è una cosa seria. E' la parodia dei cliché che affollano le pellicole di uno dei generi cinematografici più seguiti, ad opera di quella strana coppia del doppio senso e dell'insensato, formata da Pasquale Petrolo e Claudio Gregari, in arte Lillo e Greg. Dopo Il mistero dell'assassino misterioso , che riecheggiava le atmosfere della Signora del Giallo, eccoli a fare i conti con le pellicole dell'orrore dei giorni nostri, che hanno i titoli preceduti da un “the” ( The Ring e The Grudge ) e che costruiscono la suspance intorno a personalità schizoidi. Cinque ragazzi e un week end nella natura. L'affitto della baita è decisamente economico: leggenda vuole che il fantasma di un maniaco criminale si aggiri nelle sue stanze (proprio come in Questi fantasmi! di Eduardo). Così comincia questa commedia “in due atti e cinque cadute di tono”, costruita- idea geniale!- come un dvd. Assicuratevi di aver scelto la lingua giusta, e poi disponetevi a passare due ore di risate con Lillo (l'ex tossico), Greg (lo schizofrenico), Simone Colombari (il sessuomane), Virginia Raffaele (la bellona), Valentina Paletti (l'insicura), e Lorenzo Gioielli (il presunto fantasma). Lo spettacolo è in generale spassoso (con picchi come il flashback del primo omicidio), ma la parte finale è davvero irresistibile. (….) .

Paola Polidoro- Il Messaggero- mercoledì 27 dicembre 2006



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