VANESSA GRAVINA È ‘LA BISBETICA DOMATA'
Insieme ad Edoardo Siravo al Teatro Carcano
La recensione de "La bisbetica domata", che ha debuttato al Teatro Carcano di Milano il 13, dove rimarrà fino al 24 Ottobre, si potrebbe riassumere in una breve frase: "un classico della lettura internazionale, riadattato alla perfezione e magnificamente recitato".
Lo spettacolo infatti è perfettamente riuscito. La storia ormai credo la conosciamo tutti, ma per quei pochi a cui è ancora oscura la riassumiamo brevemente.
La bisbetica in questione è Caterina, ragazza ribelle che vive in perenne confronto con la sorella Bianca, suo esatto opposto: buona, remissiva e accondiscendente, soprattutto molto corteggiata. Il padre decide però che Bianca non si accasi finché anche Caterina non trova un marito.
Ecco quindi che i pretendenti alla mano di Bianca fan di tutto per trovare uno che si sacrifichi alla causa. Proprio in quel momento arriva Petruccio, in cerca di moglie, ma soprattutto in cerca di dote, non importa quindi che la moglie sia brutta (non è il caso di Caterina) o scorbutica.
Nonostante la futura sposa non sia d’accordo, il matrimonio si farà e lei si troverà a dover sopravvivere lontano dalla sua casa, in quella di Petruccio, dove verrà domata e diventerà una moglie perfetta. Tanto perfetta che, nel colpo di scena finale, farà tanto di morale alle altre mogli, insegnando loro cosa significhi quel ruolo, affermazioni sentendo le quali, molte delle donni d’oggi avranno riflettuto, anche se non tutte le avranno condivise.
Il testo originale di Shakespeare ha però un prologo, che viene puntualmente rappresentato. Cristoforo Sly, un ubriacone, viene trovato senza sensi da signorotti importanti che decidono di divertirsi alle sue spalle, facendogli credere di essere un gentiluomo. Dopo avegli offerto viveri e conforti, insieme assistono alla rappresentazione de "La bisbetica domata". Lo spettacolo si apre e si chiude quindi con le riflessioni di Sly.
La regia e l’adattamento sono di Armando Pugliese, che ha fatto un ottimo lavoro ambientando la commedia in 3 mondi: tardo-cinqucentesco per il prologo, ovvero l'universo di Sly, quello dei nostri anni Sessanta per la rappresentazione della commedia stessa, mentre la casa di Petruccio, dove avviene la conversione di Caterina, è una specie di "mondo dei trolls", con la presenza di servi di ibseniana memoria.
Finalmente uno spettacolo che valga la pena di essere visto, grazie principalmente alla bravura dei suoi attori, tutti eccellenti, dai protagonisti principali ai comprimari. I primi, Vanessa Gravina (Caterina) ed Edoardo Siravo (Petruccio), coppia anche nella vita, abbiamo già avuto modo di vederli lavorare insieme in "La signora Giulia" di Strindberg e "Le Troiane" di Euripide, ma oltre che dagli amanti del teatro, sono conosciuti anche dal pubblico televisivo, grazie alla loro partecipazione a numerose fiction.
Vanessa Gravina, infatti, è stata interprete di serial come "Gente di mare", "La Piovra 4-5", "Incantesimo", "Sospetti 3", "Don Tonino", "Un caso di coscienza 4" e "Butta la luna 2", mentre Edoardo Siravo l’abbiamo visto recitare in "Vivere" ed è attualmente sugli schermi televisivi in "Distretto di polizia 10". Uno dei pochi casi quindi in cui attori televisivi, risultino essere anche eccellenti attori teatrali.
Insomma, uno spettacolo che ci sentiamo caldamente di raccomandare.
La Bisbetica Domata al Teatro Carcano
Posted on giovedì 14 ottobre 2010 by marcopergioco
Finalmente torno a teatro!
Lo confesso, ne sentivo la mancanza: la città nella sua ora più bella, l’atmosfera delle grandi occasioni, un teatro che è una meraviglia… E poi lo spettacolo sul palcoscenico, mai banale perchè gli attori sono lì in carne ed ossa.
Armando Pugliese propone il classico di Shakespeare in una versione abbastanza insolita: riprende l’idea originale dello spettacolo nello spettacolo, ma innova la narrazione portando a spasso lo spettatore nello spazio/tempo – cinquecentesco, moderno, fantastico… Forse il troppo stroppia, ma lo spettacolo è assicurato.
La messa in scena è colorata e divertente (bellissima la sequenza dell’arrivo a casa di lui, con i servi-sbirulini che si muovono come in una coreografia astratta) e le musiche balcaniche fanno il paio con la stramberia dei costumi: la farsa è garantita, serve anche lei a stemperare i contenuti oggettivamente ‘politicamente scorretti’ della commedia.
Vanessa Gravina è bella ed in forma smagliante: salta su e giù dai tavoli, urla corre e si dimena con grinta e presenza scenica invidiabili. Sornione e sicuro di sè, Edoardo Siravo è un contraltare azzeccato: i due fan coppia anche nella vita, si sa mai che sia una di quelle riuscite
Shakespeare a Milano: al Carcano in scena La bisbetica domata
Venerdì 15 Ottobre 2010 00:45 Giulia Amarisse Performances - Teatro
Vanessa Gravina, accanto a Edoardo Siravo, recita nelle vesti della nota protagonista shakespeariana alla prima della Bisbetica domata sul palcoscenico del teatro Carcano a Milano. Retaggi cinquecenteschi e modernità di adattamento annunciano i caratteri della più recente rappresentazione di una fortunata opera del corpus teatrale elisabettiano.
LO SPETTACOLO - L’estro della commedia elisabettiana diletterà il pubblico del Carcano milanese nella prima decade della nuova stagione teatrale dedicata a Giulio Bosetti. La compagnia delle Indie Occidentali e il Teatro Stabile d’Abruzzo, per la regia di Armando Pugliese, ha inaugurato mercoledì 13 ottobre il nuovo ciclo di rappresentazioni – e la sala teatrale rinnovata dopo i lavori estivi – con la messa in scena della Bisbetica domata, una delle trame più popolari e rappresentate della commedia di William Shakespeare. Nella brillante interpretazione di Edoardo Siravo e Vanessa Gravina rivive la storia farsesca della scorbutica, irriverente e mascolina Caterina Minola, primogenita di un ricco mercante padovano e sorella della prediletta e più gentile Bianca, attorniata da numerosi spasimanti in burlesca competizione per la mano della ragazza. Per disposizione di papà Battista, nessuno avrà in moglie Bianca se non si sarà prima combinato il matrimonio di Caterina, destinata a un uomo curiosamente disposto a sopportare il suo intrattabile carattere. E’ quindi il momento, per i pretendenti di Bianca, di proporre a Battista il veronese Petruccio, in cerca di moglie e attratto dalla ricca dote di Caterina: così, mentre il nubilato di Bianca viene venduto al miglior offrente, si celebrano a Padova – tra imprevisti e comicità – le nozze di Petruccio e Caterina. Apparentemente ottuso e volgare, Petruccio mette in opera un piano di eccellente arguzia tattica e psicologica attraverso il quale riesce infine ad ammansire la bisbetica moglie, che al termine della vicenda si presenterà non solo più docile e garbata della sorella Bianca, ma convinta sostenitrice e divulgatrice delle ragioni della sottomissione femminile all’autorità maschile.
SOLUZIONI DI REGIA - Gradevole e accurato il riadattamento della commedia shakespeariana da parte della regia di Armando Pugliese, che con precisione e al contempo originalità interpretativa ripercorre gli schemi del rovesciamento e dell’ipocrisia, insiti nella linearità strutturale del dramma, tanto nella marcatura dell’intreccio quanto nel contrasto di configurazioni scenografiche. Alle sembianze fittizie e quasi futuristiche di una Padova metropolitana, densa di grattacieli e forme squadrate, si contrappone un retroscena veronese evocato dallo sfondo naturalistico di cupe montagne in penombra: se nel contesto sociale e cittadino stride l’insolenza di Caterina, poco incline al buon senso civile, è nello scenario a tinte romantiche e irrazionali che avverrà l’educazione e la conversione attitudinale della ragazza. Non meno eclatante l’antinomia del perbenismo piccolo-borghese, che mentre esalta l’immagine di donne affabili e cortesi ne decreta il brutale assoggettamento alle scelte, alle logiche e alle avidità maschili: problematicità smussate, come nella migliore tradizione comico-satirica, dalla forza briosa e coreografica di gestualità accentuate e di scambi verbali fitti e spassosi, il più delle volte distanti dal proverbiale umorismo di gusto classico e conformi invece ai toni spigliati della commedia all’italiana, con propensioni linguistiche e fonetiche alla cadenza centromeridionale. Celebrazione della tragicità misogina nel comico, dunque, e della parallela oscillazione tra verità e apparenza: apparenza che offusca e confonde il temperamento sincero delle sorelle Minola e la stessa credibilità della storia, ricorsa in sogno – ad inizio del testo shakespeariano e della sua riproduzione milanese – al calderaio Sly durante il sonno che segue una sbornia consumata sulla scena più realistica del dramma. Ampiamente acclamata dalla platea della prima serata, la Bisbetica domata si appresta a riscuotere alto gradimento nell’autunno teatrale del capoluogo lombardo.
La Bisbetica Domata al Teatro Carcano, sarà stata una coincidenza?
Rubriche
Scritto da Antonio Provitina
Mercoledì 20 Ottobre 2010 18:39
Un originale remake dell'opera di Shakesper che da nuova vita ad un testo classico con sagace manipolazione linguistica
Credo proprio di no, sarà stato invece voluto lo sposalizio tra il Teatro Carcano ed una delle più belle “commedie romantiche” della prima fase compositiva Shakesperiana, per dare la giusta carica all’apertura della stagione teatrale nel rinnovato teatro.
Il nuovo loock del teatro crea di per se un atmosfera di un prevalente rosso porpora, inaugurando con un classico che però mantiene la magia di poter essere rimodulato e reinterpretato con piccole ed accurate modifiche, che, in questa apertura della stagione teatrale del Carcano, vengono affidate alla sapiente mano di Armando Pugliese.
Il regista ha voluto affidare ad un cast d’eccezione, composto da 12 attori, tutti di grande qualità capace di dare al pubblico il vero sapore di teatro in una commedia intrisa di personaggi caratteristi, i quali esigono una meticolosa cura e dedizione: Vanessa Gravina, Edoardo Siravo, Giulio Farnese, Carlo Di Maio, Vito Facciolla, Daniele Gonciaruk, Elisabetta Alma, Emanuela Trovato, Marco Trebian, Marco Zingaro, Maurizio Tomaciello, Valentina D’Andrea.
Questo il cast che si destreggia abilmente in un alternarsi di personaggi curiosi, estremi ed alle volte paradossali. Diceva Edoardo Siravo, durante la conferenza: “Un vero cast, si distingue dagli altri, se riesce ad avere un vero affiatamento”.
E questo evinceva sicuramente durante i due atti, un bellissimo intreccio di metodi recitativi e di movimento, distanti tra loro per tipologia, che narra di matrimoni combinati di nun periodo oscurantistico per la donna ma ancora in voga da noi anche negli anni '60.
Infatti le scelte attoriali fatte da Armando Pugliese, disegnano perfettamente e volutamente dei generi recitativi diversi, portati in scena sia per facilitare la lettura dello spettatore e, secondo me, per rendere più divertente il magico lavoro dell’attore stesso. E' per questo che si nota in scena un piacevole contrasto come tra l’arte recitativa del talentuoso e “navigato” Edoardo Siravo, e la grinta recitativa di Maurizio Tomaciello che richiama l’esplosivo Jim Carrey in The Mask.
Questo plateale incontro/scontro da vita a quell’altalenarsi di sensazioni ed emozioni che genera curiosità e patos allo spettatore.“Leit Motiv” che viene sottolineato, anche dalle scelte scenografiche, presenti e volutamente essenziali e dall’univoco e talentuoso tocco di classe dato dalle delicate note del maestro Goran Bregovic.
Le vicissitudini descrivono il profumo di uno sfavillante ma misterioso Veneto, in una Padova reinventata, che con l’intrecciarsi di curiose vicissitudini, riporta ai giorni d’oggi delle argomentazioni attualissime e di grande interesse.
Al centro dell’attenzione una professionista del mondo teatrale e di quello televisivo, Vanessa Gravina, interpreta la scomoda ma accattivante veste delle bisbetica, una sorta di “animale non domestico” nella quale, ancheggia, si diverte ed ha anche il piacere di venirne fuori durante l’affascinante monologo finale, quando effetivamente ed affettivamente preferisce i panni della donna, che nasconde abilmente la bisbetica.
Uno spettacolo che taglia il nastro, e che rimarrà in scena fino a domenica 24 ottobre, nel migliore dei modi alla rinascita strutturale di un Carcano che da vero sapore di Teatro.
LA BISBETICA DOMATA
Molto interessante nella rappresentazione de La bisbetica domata - in scena al rinnovato Carcano con la regia di Armando Pugliese - l’aver riproposto il prologo e l’epilogo presenti nel testo originario di Shakespeare (1564-1616). ma generalmente non messi in scena.
L’allegra e scherzosa cornice - sconosciuta a più i quali non sanno che l’originale comprende una commedia nella commedia - racconta di una burla perpetrata ai danni di un calderaio ubriaco da parte di un signorotto che assolda alcuni commedianti i quali recitano appunto La bisbetica domata.
Padova è esemplicata dalla figura dell’avido mercante Battista Minola, più attento alle proprie finanze che al bene delle figlie da marito: Caterina, la nostra protagonista, e la sorella Bianca leziosa, dolce e prediletta dal padre il quale tuttavia non esita a bloccarne i pretendenti imponendo che prima qualcuno si porti via la scorbutica primogenita.
Intrigante scorcio sulla società dell’epoca e soprattutto sulla posizione della donna scarsamente considerata come si evince dalla descrizioni delle varie personalità femminili a cominciare dalla stessa Bisbetica che viene punita per esprimere - pur se con modi rudi - il proprio io e le proprie idee.
Una sorta di ammirazione/paura verso il femminino: al di là di quanto detto e scritto al riguardo, restano paradossali e crudeli i metodi assolutamente misogini, pur se connotati da raffinata arguzia, utilizzati dall’avventuriero veronese Petruccio - avido di dote e all’apparenza volgare e ottuso - anche se sortiscono effetti benefici per la mentalità dell’epoca.
In un allestimento che passa dalla fedeltà al ‘500 a un’ambientazione anni ’60 per rappresentare i momento onirico-fantastico della Bistetica si muove un buon cast di attori con Vanessa Gravina ed Edoardo Siravo.
Visto il 14/10/2010 a Milano (MI) Teatro: Carcano
Sul sitoTeatro.org