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RASSEGNA STAMPA DELLO SPETTACOLO "BUONANOTTE MAMMA"

La vicenda, ambientata in una modesta casa della provincia americana, è ghiotta per chi abbia il gusto del teatro: una madre psicolabile narcisista ed una figlia malata di epilessia, si confrontano e si scontrano in un serrato dialogo (…). Bravissime, intense, dolorosamente convincenti le due attrici, con la regia composta della Venturini (…).

Emilia Costantini – Corriere della Sera – giovedì 8 febbraio 2007

Nel nuovo allestimento, che con la regia di Nora Venturini acquista ariosità e spessore, si affiancano due interpreti formate al Piccolo di Milano. Valeria D'Obici nel ruolo di Thelma, una madre che l'attrice sa rendere confusa e straziata, ma allo stesso tempo superficiale ed egoista, mentre lega più o meno inconsciamente a sé la figlia attraverso ricatti emotivi che lei considera naturali. Gaia De Laurentiis nel ruolo della figlia Jessie, una donna epilettica quarantenne ma trattata come una bambina, abbandonata dal marito e madre di un giovane tossicodipendente. Jessie ha con Thelma un rapporto simbiotico, quindi morboso. (…) L'orologio alla parete di quel tinello soffocante scandisce minuti reali. (…).

Paola Polidoro – Il Messaggero – giovedì 8 febbraio 2007

Uno splendido testo di Marsha Norman, “Buonanotte Mamma”. La stupenda interpretazione di Gaia De Laurentiis e Valeria D'Obici. Uno spettacolo di rara intensità. Una grande prova professionale per le due attrici (…).

Massimiliano Di Dio – E Polis Roma – venerdì 9 febbraio 2007

(…) Fortemente autobiografico almeno nella contestualizzazione provinciale (la Norman è di Louisville, Kentucky), Buonanotte Mamma è un dramma estremamente scarno e minimalista eppure molto potente, costruito essenzialmente sul realismo dell'ambientazione e sulla concretezza linguistica, così come la regia di Nora Venturini. La sua forza sta proprio nella semplicità e nella calma di superficie, che sotto la banalità del quotidiano reprime pericolosamente la violenza della miglior tragedia greca. (…) Il testo è scevro di patetismi, la carica emotiva è forte e non permette alcun distacco, ma il travagliato processo interiore è ormai compiuto e Jessie si trova oltre la sofferenza, oltre la pietà, oltre l'indulgenza. (…)Un tema forte trattato con spietata onestà in uno spettacolo che è senz'altro da vedere. Per riflettere.

Donatella Codonesu – dal sito TeatroTeatro.it www.teatroteatro.it

Uscito dal Teatro della Cometa dopo aver visto "Buonanotte mamma" di Marsha Norman, amici mi hanno detto: hai gli occhi lucidi, ed io ho ammesso di aver pianto. Non mi era accaduto quando, diversi anni fa, ne avevo visto una precedente edizione (mi sembra, al Festival dei Due Mondi di Spoleto: probabilmente quella con Lina Volonghi e Giulia Lazzarini e la regia di Carlo Battistoni), non ho visto il film che dal dramma è stato tratto (con Anne Bancroft e Sissi Spacek). Perché, dunque, adesso - da spettatore - mi sono commosso, molto? Credo perché questo testo può "costringere" a condividere sentimenti e sensazioni che, maturati nel tempo, sono diventati testimonianze di vita; e a fare i conti con rapporti e legami affettivi che, sia nella apparente normalità sia in una loro possibile drammaticità - fino alla tragedia, quando esplode -, possono far parte, più che nel passato, della nostra esistenza, della nostra quotidianità: inesorabilmente, senza lo spiraglio di una via d'uscita, angosciosamente, senza alcun conforto, ragionevole o irragionevole che sia. (…)
Il dialogo, asciutto ed essenziale, si fa drammatico, a volte spiazzante, a volte concitato, a volte violento. Madre e figlia si raccontano, l'un l'altra, apparentemente piccole, o grandi, cose del loro passato, e nel farlo si dicono verità nascoste o taciute sui loro rapporti, sui loro affetti e sentimenti, sulla loro famiglia. Si scontrano. (…)
E lo spettatore, anche e soprattutto se sa come andrà a finire, non può restare insensibile. Del dramma di Marsha Norman (vincitrice a suo tempo, nel 1983. di un Premio Pulitzer), candidature a quattro Tony Awards, in scena nella traduzione di Annabella Cerliani, e con la regia, rigorosa, attenta e partecipe, di Nora Venturini, sono interpreti Valeria D'Obici, straordinaria madre che da forte e vitale, senza mai uscire di scena, si trasforma - sembra "disfarsi" lentamente -, fino all'annientamento, fino alla disperata resa; e Gaia De Laurentiis, determinata e dignitosa, folle e lucida, prigioniera di una irrimediabile consapevolezza, toccante creatura senza speranze. Scena di Alessandro Chiti, musiche originali di Henryk Topel.

Tonino Scaroni - dal sito NonSoloTeatro www.nonsoloteatro.it



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