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RASSEGNA STAMPA DELLO SPETTACOLO "CHE RIMANGA TRA NOI"

"Standing ovation" per un grande attore

Un consiglio a chi è appassionato di teatro: quando venite a conoscenza che è sulla scena Pippo Franco, affrettatevi ad andarlo a vedere: rischiereste di perdervi qualcosa di veramente bello, gradevole, spassoso. Insomma, rischiereste di perdervi Pippo Franco, e questo sarebbe veramente un bel guaio, ove si consideri che questo nostro grande attore, non solo comico, è garanzia di divertimento e risate. Pippo Franco, un istrione come ce ne sono pochi in giro, da qualche tempo a questa parte si è un pò allontanato dal giro di "quelli del Bagaglino", fermo restando che è sempre disponibile alle chiamate di Pingitore, al quale "non si può dire di no". Ma siccome Pippo Franco è anche un validissimo autore, ha una regista di vaglia nella persona di Maria Piera Bassino, la sua dolce compagna, perchè non esibirsi da solo e sbizzarrirsi in commedie brillanti che tanto ama e che gli sono particolarmente congeniali? Ed è proprio questo che sta facendo con altri suoi tre colleghi, peraltro bravissimi, con la "pièce" dal titolo "Che rimanga tra noi", che sta ottenendo il più clamoroso dei successi. Sarà per quel carisma che dimostra di possedere ogni qualvolta sale sul palcoscenico per deliziare quel pubblico, il suo pubblico, che coinvolge e al quale trasmette emozioni e buonumore, comunque lo spettacolo è divertententissimo. Un solo rammarico: dopo un'ora e mezzo di spettacolo, divisa in due tempi, tra suspence e risate, ti dispiace che sia già finito, perchè fila via liscio e si beve tutto d'un fiato com un bicchiere di lambrusco, del quale vorresti fare il bis. Segno evidente che è piaciuto, e lo dimostra l'applauso lungo e scosciante che il pubblico del "Manzoni" ha riservato al termine agli attori, tutti simpatici e talentosi. Al fianco di Pippo ci sono infatti Ermanno Ribaudo, sempre straordinario, Iaia Corcione e Tiziana Bagatella, ambedue belle e brave.

Paolo Pelinga- ITALIA SERA- 22 Novembre 2002.

Riscatto del comico con Pippo Franco

La rivincita dei buoni sentimenti che permette di essere se stessi anche nell'illusorio mondo attuale è il messaggio trasmesso dall'esilarante comicità di un Pippo Franco dai ritmi indiavolati in "Che rimanga tra noi". Il teatro brillante riscatta la sua funzione di gradevole scacciapensieri dai contenuti intelligenti in questo gioco scenico di equivoci e finzioni, capace di mantenere il pubblico col fiato sospeso fino all'ultimo scioglimento della trama. Pippo Franco incarna il ruolo autobiografico di un battutista che tende ad identificarsi con il suo repertorio, ma ha ormai perduto la gioia di vivere a causa dell'abbandono da parte della sua compagna. La donna l'ha sostituito con un un suo omonimo dalle origini principesche, ma desidera ora unirrsi in matrimonio con un imprenditore. Una telefonata rivela la sua storia con il nobile al futuro marito, che decide di indagare sul passato della quasi-moglie. Il povero umorista depresso è così convinto dall'adorata ex a fingersi il principe per risolvere la questione, ma i fatti si complicano con l'arrivo della consorte del blasonato fino a raggiungere esiti imprevedibili. Pippo Franco si dimostra di rara abilità nel modulare le gamme dello sconforto e dell'imbarazzo di un personaggio abituato a un destino di perdente, coinvolto in un meccanismo che sembra sfuggirgli di mano, e sa trascinare i suoi compagni in un incalzante susseguirsi di battute e di eventi incontrollabili. Spigliata risulta la Susy di Tiziana Bagatella, divisa tra i tre uomini amati e sempre più invischiata nella ricerca di una verità inafferrabile, mentre Iaia Corcione assolve con disivolta seduzione il compito chiarificatore della principessa. Convince Ermanno Ribaudo nei panni del sospettoso Alfredo, ostinato nel voler comprendere la dinamica di azioni non contemplate dalla razionalità. Gli spettatori accettano la sfida umoristica che analizza il tradimento e rivaluta il protagonista in quanto uomo fedele e delicato che non pensa soltanto a sesso, successo e soldi come la maggioranza dei suoi contemporanei. Il meccanismo comico coglie nel segno e tributa agli interpreti un meritato riconoscimento di viva simpatia che conferma l'attitudine teatrale di Pippo Franco non limitata alle sue performance televisive.

Tiberia De Matteis- IL TEMPO- 4 Dicembre 2002.

 



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