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CURRICULUM DELLA COMPAGNIA "ATTORI & TECNICI"

ATTORI & TECNICI

Correva l'anno 1976. Attilio Corsini, attore diplomato all'Accademia Nazionale D'Arte Drammatica e con un decennio di esperienze professionali maturate con il Piccolo Teatro di Milano, le compagnie di Tino Buazzelli, Luca Ronconi, Orazio Costa, Franco Enriquez, Glauco Mauri, il Teatro Stabile di Torino ed il Teatro Stabile di Roma, decide con Viviana Toniolo di tentare l'avventura di una compagnia autogestita. Coinvolgendo i colleghi Ugo Maria Morosi, Silvano Spadaccino, Anna Casalino, allestiscono il primo spettacolo: "Notte con ospiti " di Peter Weiss. La piccola compagnia agisce sotto la sigla della Cooperativa Teatro Della Convenzione di Firenze che gli organizza una piccola tournée. L'esperienza sembra poi non avere altri sbocchi. Ma i nostri non si arrendono ed organizzano una specie di "visione privata", per addetti ai lavori, al Teatro Politecnico di Roma: Renzo Tian, critico del Messaggero scrive una bellissima recensione. Luigi Squarzina, direttore del Teatro di Roma, la legge ed offre alla compagnia un periodo di programmazione al teatro Flaiano. E così il gruppo riesce a capitalizzare questo primo spettacolo (che farà 150 repliche) e a fondare finalmente, il 17 giugno del 1977, la Cooperativa Attori & Tecnici. Una sigla nata intorno al tavolo di un notaio dove sedevano appunto otto attori e due tecnici, ma che significò invece per molti anni un destino: fare gli attori ed anche i tecnici e perché no? anche i facchini. Oltre a Corsini e alla Toniolo arrivarono poi i "soci storici" della compagnia: Maria Sciacca, Franco Bergesio, Stefano Altieri, Sandro De Paoli, Gerolamo Alchieri, Renato Scarpa, Anna Lisa Di Nola e gli altri. Quel nucleo che è ancora oggi il centro motore dell'attività. La cooperativa si caratterizzò immediatamente per l'assoluta centralità dell'attore che doveva essere insieme protagonista e coro. L'"attore responsabile", al primo posto sia nelle scelte artistiche che nell'economia aziendale: la tutela del lavoro e della paga di pari passo con gli investimenti produttivi. Questa filosofia ha accompagnato vent'anni di attività, di corretta amministrazione e di sana gestione. Ma, curiosamente e fortunatamente, ad un'accorta gestione corrispondeva una spericolata esperienza artistica che andava contro tutte le regole del mercato.

Un repertorio brillante ma fatto di testi inediti o sconosciuti, un teatro comico fatto non di "comici" ma di interpreti. Ad un teatro che proponeva Goldoni, Neil Simon, Feydeau con attori "noti" per far ridere, gli Attori & Tecnici contrapponevano un team di interpreti affiatati che divertivano il pubblico con: "Intrichi d'amore" di Torquato Tasso, nella rielaborazione di Attilio Corsini e Luciano Lucignani; "Il gatto con gli stivali di Ludwig Tieck romantico tedesco" nell'adattamento di Corsini; "La furiosa" del Della Porta; il poema in versi "La Pulcella d'Orleans" di Voltaire tradotto in endecasillabi da Vincenzo Monti e nella riduzione teatrale di Corsini; "I due sergenti, Serata d'Onore all'Antica Italiana", uno spettacolo sull'epopea dell'attore ottocentesco di Corsini - Ripamonti, che ebbe anche fortunate tournée nelle Americhe e nei Paesi dell'Est; "Varietà in varie età" di Giancarlo Fusco e Attilio Corsini, musiche di Paolo Conte; "Il galateo di Monsignor Della Casa" e tanti altri spettacoli, ormai più di un centinaio. Dieci anni, fino al 1986, fatti di migliaia di chilometri sui pulmini, estate ed inverno, da nord a sud, certamente una delle compagnie di giro più attive che era riuscita a conquistare lentamente anche i grandi teatri dopo aver aperto, nei decentramenti, ogni genere di spazi. Alcuni non solo senza palcoscenico ma anche senza pavimento.Il tutto però sempre all'insegna di un lavoro d'attore rigorosissimo che, contraddicendo le consuetudini della comicità all'italiana (che porta ancora i segni della Commedia dell'Arte e del varietà), pretendeva dall'interprete un serio approfondimento ed una capacità di essere sempre al servizio dello spettacolo per arrivare al risultato: un teatro comico senza "comici".

Nel 1983 è poi arrivato "Rumori fuori scena" il nostro (come dicono) grande successo di mercato che ha contribuito in maniera determinante a farci fare il grande passo, prendere casa: il Teatro Vittoria.
Era l'unico modo per dare nuovo vigore e nuovi obbiettivi a quella che era ormai diventata una specie di "famiglia d'arte all'antica Italiana". La costruzione del Vittoria fu un impegno mostruoso, temerario ma anche esaltante. Il locale era stato fino al dopoguerra un cinema-teatro gratificato dalle esibizioni di grandi artisti del varietà come Totò, Fabrizi, la Magnani. Era poi diventato, demolito il vecchio stabile e nato un nuovo palazzo, un cinema della catena Amati. Quando lo rilevammo era ormai in disuso, chiuso da tre anni. Dovemmo svuotarlo, demolire, non si salvò nemmeno una lampadina. Costruimmo il Vittoria con l'esperienza di chi ne ha visti tanti di teatri e con l'amore della prima casa. Doveva essere gradevole, confortevole, accogliente e ben attrezzato. I lavori di demolizione iniziarono l'8 maggio dell'86 e dopo solo sei mesi vincemmo la nostra prima scommessa: il 5 dicembre il Vittoria, splendido e rosso fiammante, veniva inaugurato. L'insediamento nel territorio non fu facile, c'era non poca diffidenza. Ricorremmo alle formule promozionali più bizzarre per far sapere alla città che c'eravamo: sfilate di carrozze a cavalli, pubblicità provocatoriamente negativa, servizi per il pubblico che andavano dal procurare la baby sitter allo sconto nei ristoranti adiacenti, al lasciare l'auto da riparare dal meccanico durante lo spettacolo. Il Vittoria è nato e si è sviluppato con le idee e le caratteristiche della compagnia che lo ha creato: un teatro rivolto ad un repertorio contemporaneo all'insegna dell'ironia e della comicità, alla musica, ad una qualificata ospitalità internazionale. Un teatro aperto alle nuove proposte e attentissimo alla formazione del pubblico giovane. Il primo teatro con un repertorio esclusivamente contemporaneo.

Il Vittoria ha fatto scoprire, in questi 10 anni, un repertorio e delle compagnie straniere che, sconosciuti al pubblico, dopo pochi giorni facevano l'esaurito: "Le Quatuor", "Il teatro nero di Praga", "I ra ra zoo", "I Pidgeon Drop", ecc. Contemporaneamente al nostro lavoro di produzione e di programmazione nel teatro si è sviluppato un lavoro di rinnovamento e di rinfoltimento della compagnia e dei quadri artistici. Dopo due anni di collaborazione con il "Festival Internazionale delle Scuole di Teatro è iniziato un triennio di lavoro con "L'Accademia Nazionale d'arte Drammatica" (dal 1989 al 1992) con la quale abbiamo istituito il quarto anno di perfezionamento professionale per gli allievi attori diplomati. Sono stati impegnati dai 9 ai 18 giovani attori a stagione con un progetto produttivo a loro finalizzato. Tre spettacoli: "Vita e morte di Cappuccetto Rosso", risultato di un laboratorio di scrittura scenica di 4 mesi e poi rappresentato, oltre che al Vittoria, anche a Mosca; "Accademia", di Umberto Marino; "Tribuna centrale" appositamente scritto e diretto dal drammaturgo russo Alexander Galin.

Negli ultimi anni l'attività produttiva si è concentrata sempre di più sul territorio e la compagnia ha notevolmente ridotto le sue tournée. Abbiamo incentivato i rapporti con le scuole dedicando la nostra attenzione soprattutto all'educazione teatrale con il "Piano scuola" rivolto alla popolazione scolastica dai 6 ai 12 anni. I bambini si avvicinano al teatro con le "Visite guidate palcoscenico". Prendono contatto con gli attori, con i tecnici, con le macchine teatrali e le tecnologie. Scoprono il mondo del teatro: il trucco, il costume, le luci ecc. Le visite sono su appuntamento e assolutamente gratuite. Tra le tante altre iniziative di questi anni certamente un posto di rilievo merita "Voglia matta", la manifestazione dell'Estate Romana nata nel 1993 con la "spiaggia" al Parco San Sebastiano, davanti a Caracalla. La manifestazione si è confermata come la preferita da un pubblico di famiglie assolvendo così ad un compito di intrattenimento intelligente che coinvolgesse, dal teatro al ballo, dal cinema al cabaret, diverse fasce di età. Ed ancora i "The letterari", tutti i venerdì pomeriggio, a cura di Gianni Bonagura e del prof. Marcello Teodonio, uno straordinario viaggio nella letteratura italiana del '900, e poi "La rassegna dei corti teatrali". Un Vittoria quindi che si è sempre proposto decisamente come centro di attività e servizi culturali per la città e come luogo aperto ai giovani artisti. Scusateci, forse ci siamo raccontati esageratamente belli e buoni, bravi ed onesti. Ma corretti lo siamo da ventiquattro anni, non abbiamo mai speculato sul nostro lavoro e siamo abituati ad una estrema libertà con la presunzione e la volontà di essere utili con il nostro mestiere.





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