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Arnoldo Foà

in

Concerto per Giacomo Leopardi

con il Velotti-Battisti Jazz Ensemble

ARNOLDO FOA'
voce recitante

VELOTTI BATTISTI JAZZ ENSEMBLE:
Luca Velotti sax tenore soprano clarinetto
Giovanni Ceccarelli pianoforte
Mauro Battisti contrabbasso
Carlo Battisti batteria


a cura di Arnoldo Foà

Una serata di poesia e musica emozionante ed unica: uno dei più grandi attori italiani presta la sua bravura e l'indimenticabile e popolarissima voce alla lettura dei versi del grande poeta di Recanati, accompagnato dalla trascinante ed azzeccatissima musica jazz di un eccezionale quartetto, il Velotti Battisti Jazz Ensemble. Da tempo impegnati sulla scena jazzistica, i 4 musicisti hanno collaborato con illustri nomi del jazz italiano ed internazionale, riscuotendo enormi consensi e partecipando ad importanti rassegne e manifestazioni sia in Italia che all'Estero. Luca Velotti, inoltre, da anni fa parte della celebre "band" di Paolo Conte.

Lo spettacolo, che ha già riscosso grandissimo successo in varie città d'Italia e dal quale è stata tratta una versione su CD, propone il singolare incontro fra i capolavori senza tempo di Leopardi ed il Jazz: la viva ed emozionante interpretazione di Arnoldo Foà ed il sound caldo ed elegante del Velotti-Battisti Jazz Ensemble, si fondono magnificamente, offrendo un modo diverso di godere della magia di uno dei massimi Poeti di tutti i tempi.Lo spettacolo è patrocinato dal Centro Nazionale Studi Leopardiani e dalla Giunta Nazionale Leopardiana di Recanati.

«proprio Mario Luzi, il nostro maggiore poeta vivente, sottolineò stupefatto come quella musica, straordinariamente interpretata dal Velotti-Battisti Jazz Ensemble, contribuisse a rendere ancora più intensa l'atmosfera leopardiana e la "meditazione" di quell'ascolto» (da MicroMega)


Il Velotti Battisti Jazz Ensemble
Giacomo Leopardi: forme di poesia per musica.
di Giuseppe LUPPINO*

* Giuseppe Luppino, concittadino del poeta, a tutt'oggi ricopre l'incarico di Direttore della Biblioteca del Dipartimento di Filosofia e Scienze umane presso l'Università degli Studi di Macerata.

E' possibile trovare la voce "Leopardi Giacomo", volendo o dovendola cercare, in una Enciclopedia della musica o in un Manuale di Storia della musica? Sì. Esiste, infatti, una discreta quantità di scritti attinenti alla produzione del vasto pensiero leopardiano collegato, direttamente o indirettamente, all'arte-musica. Sull'argomento specifico, durante l'arco di oltre cento anni, sono stati scritti saggi, articoli e -solamente- due libri. Che c'entra Leopardi con la musica? Lo stesso conte Giacomo ha sempre nutrito un grande interesse per l'arte musicale: «La musica se non è la mia prima, è certo una mia gran passione, e dev'esserlo di tutte le anime capaci d'entusiasmo» [Dalla Lettera a Pietro Brighenti, 28 aprile 1820]. D'altronde, sono ben noti i suoi riferimenti, tradotti poeticamente dalla realtà, ai vari tipi di suoni e di "rumori" che udiva; al vociare, ai canti dei popolani e della natura da cui si lasciava ispirare e il titolo che egli stesso sceglie per la propria produzione poetica è di per sé già significativo: i CANTI. Basti citare, tra i tanti possibili, il seguente esempio: "Le altre arti imitano ed esprimono la natura da cui si trae il sentimento ma la musica non imita e non esprime che lo stesso sentimento in persona, ch'ella trae da sé stessa e non dalla natura...". [Zibaldone -59-] - E si tratta forse di un caso che possa esistere, sebbene non affatto divulgato, anche un così considerevole repertorio di partiture musicali -sì, è proprio così!- elaborate su testi leopardiani o da essi ispirate? Penso di no. Questa caratteristica di una intrinseca ed innegabile musicalità del poetare leopardiano dà modo ai compositori di elaborare brani musicali, nella gran parte di natura vocale (con accompagnamento strumentale). E purtroppo questo è un aspetto a pochissimi noto. Ma, a Recanati, il Centro Nazionale di Studi Leopardiani ha iniziato a costituire, in occasione del Bicentenario della nascita (1798-1998), un fondo apposito di partiture elaborate su testi leopardiani o da essi ispirate. Fra le poesie più musicate da compositori più o meno noti, italiani (da Mascagni a Petrassi, da Malipiero, a Busoni) ed anche stranieri, c'è Povera foglia (Imitazione), poi L'infinito, A sé stesso, il Canto notturno di un pastore errante dell'Asia, etc...

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