RITAGLI STAMPA SULLO SPETTACOLO "LE FOLLIE DEL MONSIGNORE"
Peppe Barra presenta la sua versione del classico Monsignor Perrelli ne "Le follie del monsignore".
L’istrionico e spesso irriverente artista napoletano Peppe Barra ha una nuova occasione per dimostrare la sua bravura e la sua grandiosa capacità di intrattenere il pubblico nello spettacolo da lui scritto (insieme a Paolo Memoli), diretto ed interpretato “Le follie del monsignore”. Nelle leggende metropolitane del ‘700 quella del Monsignor Perelli era uno dei personaggi che negli anni a seguire sarebbe stato più volte rappresentato, con le sue piccole stravaganze, tentato costantemente da irresistibili peccati di gola e caratterizzato dai suoi particolarissimi modi di fare. Peppe Barra e Lamberto Lambertini, dieci anni or sono pensarono di dar nuova vita a questo strambo personaggio associandolo ad una nuova figura, per creare nuove situazioni che scavano a piene mani nel più classico del teatro napoletano, ecco quindi nascere il personaggio di Menica, attempata perpetua dell’altrettanto anzianotto monsignore.
Due soli i personaggi in scena ma assolutamente sufficienti a garantire uno spettacolo godibile, divertente e nel suo complesso semplice: gli ingredienti adatti a strappare sonore risate al pubblico per i due atti dello spettacolo ci sono tutti. Il monsignore, interpretato da un bravissimo Patrizio Trampetti ce la mette tutta per rendere complicata la mansione di perpetua ad un eccezionale Peppe Barra en travesti che risulta credibilissimo anche in vesti femminili grazie alla sua espressività volutamente accentuata e popolare e l’adattamento della voce perfetto ad ogni singola battuta. Sembra incredibile come un personaggio classico come quello del monsignor Perrelli possa essere riproposto in una veste nuova formando un’inedita coppia con il personaggio di Menica, pettegola e brontolona ma al tempo stesso piena di dedizione nelle cure che rivolge al suo compagno di vita. Un nuovo ruolo nel carnet del grande Peppe Barra che riesce ancora una volta a stupire con le sue personalissime doti da vero artista.
Ridere di gusto è l’imperativo categorico che regna al teatro Cilea di Napoli. Peppe Barra e Patrizio Trampetti hanno domato il selvaggio pubblico del Cilea con innumerevoli frustrate di battute e gag esilaranti. La verve comica del regista è fuoriuscita completamente nei “monologhi” con il pubblico, difatti quest’ultimo è spesse volte chiamato in causa per spezzare l’eterno dialogo tra il Monsignore e la sua perpetua, di manzoniana memoria.
L’atmosfera che si respira all’ aprirsi del sipario è a dir poco surreale, sembra di essere catapultati di improvviso in una nascosta stanza di un castello medioevale, anche se gli abiti di scena sono tipici del 700 e i dialoghi sono moderni. Le scene di Aldo Cristini ingannano, di primissimo impatto, l’occhio dello spettatore in quanto quest’ultimo vede pararsi dinnanzi una scena paragonabile solo ad una pellicola thriller.
La messa in scena si presenta nella sua totalità una chiara espressione di comicità partenopea, ovvero sia allegra, fatta di battute grasse, insomma svago dalla realtà.
Spettacolo consigliato a chi vuole distaccarsi dal grigiore quotidiano.
La recensione di Antonio Lepre sul sito http://www.teatro.org/ teatro Cilea, 8/11/2007 Napoli