Dopo 34 anni di palcoscenico Daniele Formica riflette
sulla sua esperienza umana e professionale e ci
fa riflettere su una realtà che conosciamo
bene ma della quale non vogliamo o non possiamo
renderci conto: perché la gente esce di casa,
paga e si commuove o comunque prova dei sentimenti
veri di affetto, di emozione o di odio per vedere
una finzione dichiarata? Lo spettacolo, sia esso
cinematografico o teatrale, è chiaramente
ed ufficialmente finto. “Sembra Vero!”
si dice come massimo complimento e se viene detto
ad un attore o ad un regista, lo si riceve con grande
piacere felici di aver fatto il proprio dovere.
Dire “E’ una patacca!…”
nella vita di tutti i giorni è un furto,
mentre nell’ambiente dello spettacolo se si
recita, si scrive o si dirige male (o fuori dalle
convenzioni) diventa un’offesa per chi è
venuto a vedere… il Pubblico (quello con la
P maiuscola, quello dei veri intenditori, per intenderci)
non lo si può fregare… forse qualche
“amico” del momento, forse i vari sordi
e/o opportunisti pronti a “mentire”
ad ogni occasione… ma gli “spiriti puri”,
quelli che non si vergognano di provare Emozioni
come dei bambini, quelli “sentono” la
disonestà senza neanche capire quasi il perché.
La sentono sulla propria pelle. E sentono anche
e soprattutto la Verità della Finzione. E’
tutta in questo ossimoro la formula del Teatro.
Daniele Formica ci prende per mano e come un Prestigiatore
Traditore, usando i suoi pezzi classici scritti
e recitati in questi anni, ci spiega i trucchi…
il dietro le quinte. Come un chirurgo viviseziona
l’emozione che ci ha fatto provare lui o i
suoi colleghi più blasonati, da Gassman ad
Albertazzi, da Paolo Stoppa a Carmelo Bene, da Eduardo
e Pupella Maggio passando per Glauco Mauri e Tino
Buazzelli, facendoci vedere come Aldo Fabrizi (che
era un grandissimo attore tragico) avrebbe potuto
fare il Riccardo III di Shakespeare, se avesse voluto,
o come Dario Fo avrebbe potuto riscrivere, secondo
il suo stile, Romeo e Giulietta.
Dopo
un doveroso Omaggio all’onestà di Alberto
Sordi, non mancheranno la lezione teatrale di Peter
Brook o il Teatro Giapponese che Formica ha incontrato
a Spoleto nel 1977: i grandi Interpreti del Minzuko
Buio Dan (cosiddetto perché gran parte dello
spettacolo si svolge al Buio).
Ma
Formica non si fermerà qui. Analizzerà
anche tutto il “Coté” intelletual-mondano
che circonda le rappresentazioni teatrali: dal Critico
che non ama il suo lavoro e va a teatro solo per
“rimorchiare” ed esercitare il suo piccolo/grande
potere, alle insegnanti che, dimenticando il loro
ruolo, si concentrano solo su loro stesse e la bella
figura che “devono” fare, fino al pubblico
da Prima teatrale, sì ma anche da molto prima…
molto prima che la Prima abbia luogo…
La
Nuova Scuola ha deciso che la teoria dell’Evoluzionismo
verrà abbandonata e dimenticata per far posto
ad Adamo ed Eva… ed ecco che subito un Dio
Bambino costruirà un mondo per il suo proprio
divertimento… ma alla prima difficoltà
lo distruggerà in un moto di rabbia…
Vi
ricorda qualcosa? Per fortuna qui è Teatro
e il Teatro, si sa, E’ Finzione… |