Lo
spettacolo, che ha debuttato al Festival di Asti
nel 1999, viene riproposto visto il notevole successo
che ha riscosso ovunque é stato presentato.
Scritto da Anthony Shaffer, fratello del più
noto Peter (l'autore di "Amadeus"),si
tratta di un thriller, ma con continui lampi di
comicità, una miscela perfetta di suspance
e commedia che lascia senza fiato per i continui
colpi di scena: proprio per non rovinarli, non possiamo
raccontarvi la trama, sarebbe un delitto, uno di
più di quanti ce ne sono nel testo! Quello
che possiamo fare é riportarvi un pensiero
di Norman Bartholomew, il protagonista, pittore
fallito con una morbosa passione per gli omicidi
più famosi della storia: " Devo confessare
che la vanità personale gioca un ruolo fondamentale
nella mia ossessione, come succede per la maggior
parte delle ossessioni, il mio scopo é assicurarmi
che, se non posso diventare famoso, almeno almeno
i miei crimini mi rendano per sempre malfamato".
In scena accanto a Giancarlo Zanetti, nel difficile
ruolo di Norman, Laura Lattuada in quello della
moglie Elizabeth, Maurizio Marchetti nei panni (un
pò stile Tenente Colombo- Peter Falk) dell'inflessibile
Sergente Stenning, e infine Manuela Maletta in quelli
della giovane e seduttiva Millie, amante di Norman.
Altro da noi non saprete, neppure sotto minaccia
di morte!
L'autore Anthony Shaffer
Nato a Liverpool il 15 Maggio 1926 e scomparso nel 2001 all'età di 75 anni, è stato uno dei più noti e popolari drammaturghi e sceneggiatori inglesi, autore di racconti e romanzi che hanno rinnovato il genere poliziesco e criminale, la sua passione. Il suo primo grande successo risale al 1963, quando pubblicò "Il paradiso selvaggio", trasformato in seguito in commedia teatrale.Sceneggiatore di film, tra cui spiccano "Frenzy" diretto nel 1972 da Alfred Hitchcock e interpretato da Michael Caine, "L'assoluzione" (1978) diretto da Anthony Page e interpretato da Marlon Brando, ed il famoso "Assassinio sul Nilo" (1978), tratto dall'omonimo romanzo di Agatha Christie, con David Niven, Mia Farrow, Bette Davis ed uno stepitoso gruppo di attori, Shaffer è stato autore di testi teatrali rappresentati continuamente da anni nei principali teatri del mondo ed in particolare in quelli di Londra e Broadway: la più atroce e la più famosa delle commedie di Shaffer è "Duello" (Sleuth) del 1970 (portato al successo anche in Italia qualche anno fa proprio da Giancarlo Zanetti con Renato De Carmine e la regia di Gianfranco De Bosio), tour de force di due uomini messi uno di fronte all'altro in un singolare gioco al massacro. Premiata con i maggiori riconoscimenti teatrali del mondo, tra cui il prestigioso Tony Award, "Sleuth" fu portata sul grande schermo dal regista Joseph Mankiewicz nel 1972 con l'interpretazione di Laurence Olivier e Michael Caine. Altro straordinario successo internazionale di Shaffer è il romanzo "Il collezionista" (Murderer), da cui ha poi tratto l'omonima commedia teatrale.
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