E’ la prima volta che “L’insostenibile leggerezza dell’essere”, il famoso romanzo di Milan Kundera, viene portato in teatro. E’ una novità assoluta, ed è una riduzione liberamente ispirata di Marina Thovez, autrice della felice e originale riscrittura della “Casina” di Plauto che la Compagnia Ludus in Fabula ha presentato nelle scorse stagioni.
La storia è celebre: è il più appassionato duetto d’amore del Novecento, inserito in una Praga che vede tramontare il sogno libertario con l’invasione russa del ‘68.
Il romanzo è denso, tocca molti registri -quello storico, quello filosofico, quello drammatico, quello erotico- ma la fantasia dell’autore, scevra da vittimismi e sensazionalismi, sbaragliò il pubblico di lettori per la leggerezza con cui s’imponeva.
Spiega l’autrice: “Ho studiato la cronaca del tempo, ho fatto ricerche musicali, ho soggiornato a Praga per approfondire la conoscenza del romanzo e per restituire, nel breve e immediato linguaggio teatrale, una storia che mi ha commosso e che appassionerà le platee come ha appassionato milioni di lettori nel mondo”.
Questo spettacolo non è di propaganda politica, ma ci farà conoscere il recente passato di un Paese a noi vicino; è una storia d’amore unica e avvenuta una sola volta, ma al tempo stesso avvenuta milioni di volte in tutti quegli uomini e quelle donne che si riconoscono in Thomas e Tereza; è una protesta di sentimenti, di intimità violate, di carriere distrutte; una risposta laica al desiderio di infinito insito nell’animo umano, inesperto e passeggero, troppo leggero per sostenere l’assoluto. E’ una dolcissima danza di Pathos e Logos sui suoni della Boemia di Milan Kundera, che di Passione e Ragionamento è stato grandissimo maestro.
|