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Compagnia Teatrale La Bottega del Pane

presenta


La vita reale di Jakob Geherda

di
Bertold Brecht

con

Alberto Basaluzzo  Dario Garofalo  Cinzia Maccagnano  Chiara Pizzolo
Cristina Putignano  Ludovica Valeri


Impianto scenico e costumi Giovanna Lombardo

Regia Giancarlo Sammartano




Testo raro e "inedito" della produzione brechtiana, La vita reale di Jakob Geherda racconta la storia semplice del secondo cameriere di un tristo albergo di provincia alle prese con la propria coscienza di uomo del Novecento. Jakob Geherda guarda le miserie del mondo e sogna di mutarlo con una rabbia che pare incontrollabile ma finendo sempre per esser vinto dalla colpevole debolezza di chi in fondo si accontenta dello stato delle (proprie) cose e "fa spallucce". Un testo indeciso tra il vaudeville, la sceneggiata napoletana e il dramma romantico d'amore e d'avventure, sospeso tra realtà e sogno, in disequilibrio ideologico tra il dovere di dire la verità sempre e il proprio tornaconto esteriore.

Guardando sotto i panni da cameriere di Jakob Geherda, sotto la sua miserabile vita reale, si vede quello che resta quando anche l'ultimo sogno testardo sfuma alla luce cruda della ragione degli altri. Se il sogno in questo mondo è ancora un errore, quando anche l'ultimo errore sarà consumato, siederà davanti a noi come compagno il nulla. Sognare, allora come oggi, vuol dire sottrarsi alla lotta reale per la giustizia, per la verità, per la bellezza interiore. E chi non partecipa alla battaglia, si sa, ­ parteciperà alla disfatta. Ma questo è solo il senso apparente di questo pezzo, la voce della sua contrarietà, della sua rivolta di fronte alla miseria morale e materiale della realtà sociale. Per noi questo atto, dimenticato forse dal suo stesso autore, contiene un messaggio netto che riguarda la nostra attitudine ed eccita la nostra volontà: pensare il teatro oltre le sue forme, come atto di testimonianza giurata, organica e vissuta. Parola fisica ancora in grado di cambiare il mondo, fosse anche quello privato di un solo spettatore. Infatti i nostri sogni, così diversi da quelli di Geherda, hanno però a che fare con la stessa realtà. Vorremmo anche noi sottrarci alla presa mortale del finto mercato, fuggire verso il nostro pubblico, tornare avendo riconosciuto le cose nascoste e quelle dimenticate, avere un nostro sipario, vendicare i fantasmi, le malinconiche e sorridenti presenze di un teatro che non c'è più, o di un teatro che non c'è ancora, se non nella memoria tenace, se non nella nostalgia del futuro. Vogliamo così imparare ancora, anche da Geherda, a non vivere sognando nella supina routine di un mestiere degradato, cercando a testa bassa un po’ di gaudio nel male comune; ma lavorare per una nuova eccellenza, un cavalierato di strada, costruito nella coerenza, incarnato, orale, resistendo all'inanità della vita materiale, cerandovi altre vie per un mondo perfettibile, un mondo dove a tutti tocchi, almeno una volta, una razione di felicità.

Giancarlo Sammartano



La Compagnia Teatrale LA BOTTEGA DEL PANE
è nata nel 1996 a Siracusa per volontà di un gruppo di Allievi e Maestri del corso 1994/96 della Scuola di Teatro Classico "Giusto Monaco" dell'Istituto Nazionale del Dramma Antico (I.N.D.A.).La Compagnia prende il nome dal frammento di Bertolt Brecht La bottega del pane, il primo spettacolo realizzato e premiato al Festival di Città di Castello nel 1997. Gli attori della Bottega del Pane lavorano insieme da nove anni, avendo partecipato in gruppo già dal 1995, prima di costituirsi in Compagnia, alle produzioni estive dell'I.N.D.A nei Teatri Antichi di Siracusa, Segesta,Ostia Antica, Morgantina.Produzioni di rilievo della Compagnia (25 titoli in 7 anni per circa mille repliche) sono state, negli ultimi anni, le commedie classiche realizzate presso i Teatri Antichi e i Siti Archeologicie Monumentali di Segesta, Morgantina, Ostia Antica, Aquileia, Palazzolo Acreide e Pollina: 1998, Anfitrione e I Due Fratelli Gemelli di Plauto; 1999 Le Donne al Parlamento di Aristofane; 2001 Rudens di Plauto; 2002 Ilio.Il Racconto della Guerra di Troia; 2003 Le due Bacchidi di Plauto; e le produzioni invernali Un giorno, quando ne avremo il tempo da Bertolt Brecht (Teatro Valle di Roma, maggio 2000); La gaia morte di Nicolaj Evreinov;Vengono. Ombre lunghe del Novecento (Rassegna ETI "Maggio cercando iTeatri"); La vita reale di Jakob Geherda di Bertolt Brecht; Lascia l'ultimo ballo per me da Pier Paolo Pasolini (Teatro India di Roma, settembre 2001). La Compagnia è riconosciuta e sostenuta dal Dipartimento dello Spettacolo della Presidenza del Consiglio dei Ministri. Direttore artistico è Giancarlo Sammartano, noto regista oltre che docente presso il DAMS dell'Università di Roma III.



Distribuzione: Stefano Pironti - 3476612074
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