Valeri
e Zanetti in "Lettere d'amore"
Doppia prova d'attore in forma epistolare
Il romanzo epistolare è un genere che ha
illustri precedenti in letteratura, ma può
sembrare di difficile accoglimento nella pratica
teatrale. E tuttavia la struttura narrativa che
lo caratterizza- lo scambio di lettere tra interlocutori-
può molto avvicinarsi alla forma del dialogo,
sia pure a distanza, e attivare il meccanismo scenico,
su una piana ma non per questo meno intensa dimensione
colloquiale. Ecco allora "Lettere d'amore"
di Gurney, un hit di successo a Broadway negli anni
Novanta, entrato a più riprese anche nel
repertorio italiano, con importanti attori. "Love
letters" è costruito su un intenso rapporto
epistolare tra un uomo e una donna, Andy e Melissa,
attraverso cinquant'anni della società americana.
Avevano cominciato da bambini, inviandosi bigliettini
dai banchi di scuola, una sorta di messaggini ante
litteram come per i ragazzi del nostro tempo. Hanno
diverso temperamento e condizione sociale: Andy
timido, portato alla riflessione; Melissa, di famiglia
ricca, è vivace, dispettosa, fin troppo disinvolta.
Prendono vie diverse, ma il carteggio continua a
tenere vivo il loro legame. La pièce acquista
spessore progressivamente. Valeria Valeri e Giancarlo
Zanetti siedono affiancati, ciascuno al proprio
tavolino di scrittura. E danno voce, ironici, brillanti,
amari, all'incrocio dei loro destini, alla paura
che hanno di se stessi e del loro rapporto, al disvelamento
dei loro veri sentimenti, quando la loro vita è
ormai giocata, ma ancora in tempo, l'ultimo, per
un amore da sempre inseguito e ritrovato. Applausi
finali e una gran bella prova d'attore per i due
interpreti.
Franco De Ciuceis - IL MATTINO- Mercoledì
22 Gennaio 2003. |