La fortuna non esiste... chi vive sperando muore... da schiavo
La Marcolfa di Dario Fo è una farsa assolutamente comica ed è costruita con un meccanismo e uno stile fantasioso e imprevedibile come solo il genio di Dario Fo riesce a creare.
Nella commedia si muovono sei personaggi, tre coppie di diversa età e condizione. Durante tutta la commedia le tre coppie si scompongono e vanno in crisi per ritrovarsi solo alla fine e nello stesso modo di come sono partite.
Il Marchese, un uomo fatuo, bugiardo e pieno di debiti, vessato e rincorso dai creditori; la giovane principessa nobile ed elegante che spasima per lui, ma che alla falsa confessione del marchese di appartenere alla carboneria contro il governo austriaco, fugge sconvolta (per poi ritornare in un secondo tempo); l'energumeno fattore, un uomo infuriato pronto a fare a fette il Marchese se non salda i debiti; Teresa la sua fidanzata, che ama il Marchese; il vecchio garzone Francesco, costretto a dormire dentro l'armadio perché gli hanno sequestrato il letto; e infine lei, la Marcolfa, la fida e paziente governante del Marchese che lo copre e lo protegge per affetto di vecchia data. Questi i caratteri, in un quadro forse immaginario, da sogno, dove i sei si incrociano e si scontrano come invasati. Personaggi che girano a vuoto, sembrano pazzi schizzati che entrano ed escono freneticamente da ogni malcapitata e assurda situazione.
Un evento provoca un capovolgimento dei ruoli: Il biglietto vincente della lotteria posseduto dalla Marcolfa. Una vincita enorme che risolverebbe tutti i problemi economici. Il fattore ed il Marchese entrambi interessati iniziano un pressante corteggiamento della Marcolfa, arrivando a sfidarsi in un finto duello e provocando nella vecchia il risveglio della sua sopita femminilità. La farsa ormai ha preso il volo.
Il regista, Carlo Simoni, ha voluto Antonio Salines per il ruolo della Marcolfa: truccato da donna, sciatta stanca e rassegnata nella prima parte per poi trasformarsi in modo credibilmente ridicolo e farsesco da donna piacente e corteggiata. Lo stesso Simoni interpreterà il ruolo dell’irascibile Marchese.
Note di regia
Nella mia regia rispetterò le indicazioni dell'autore. La scena è ambientata alla fine dell' 800 in una sala del castello del Marchese di Trerate (Nome simbolico di un uomo decaduto economicamente e pieno di debiti). La sala è fatiscente e decadente dove regna il disordine e la polvere. Tutto ciò che un tempo aveva un aspetto aristocratico ed elegante è ora logoro e consunto. Troneggia nella stanza un grande armadio luogo di rifugio e nascondiglio protettivo dove di volta in volta tutti i personaggi, secondo le loro diverse necessità e problematiche, corrono a nascondersi. In un ambiente fantasticamente realistico gli accadimenti nella loro imprevedibilità risulteranno ancora più godibili e divertenti. Tutto quello che utilizzerò per lo spettacolo sarà indispensabile. La scena, i costumi, l'attrezzeria, tutto l'arredamento è funzionale e necessario allo sviluppo scenico, non c'è niente di superfluo o che non sia utile alla necessità espressiva.
durata: 75 minuti – atto unico
attori: sei
disponibilità: estiva 2011 – dicembre 2011
lo spettacolo debutta in Prima Nazionale nei giorni 22-23-24 Luglio 2011 nell'ambito del 45° Festival Teatrale di Borgio Verezzi (SV)