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RASSEGNA STAMPA DELLO SPETTACOLO "MONDO SECONDO"

Vacanze al penitenziario con Chiara Noschese

C'è una Chiara Noschese imperdibile, animata da una grazia narrativa idilliaca e civilissima, c'è un'attrice che mette in voce e in tensione (da sola) più personaggi di un'ampia epopea sommersa di oggi, e c'è un'artista di strepitosa pienezza di mezzi, di rango umano davvero contagioso e di coscienza quasi anche estatica (quando non ironica e raggiante) del dolore di vivere, nello spettacolo sui generis "Mondo Secondo" che Duccio Camerini ha scritto e diretto per lei, evento di segreto ma esplosivo pregio. Lei è lì che racconta la parabola di un'evasione: dal carcere, dalle sbarre della vita, dalle convenzioni. La storia è fatta di vacanze su un'isola dove sorge un penitenziario, con un dialogo che nasce a distanza fra una donna in fuga dall'omologazione e un detenuto che mette a segno un nuovo umanesimo in una comunità che ha ancora radici e memoria. E' una pratica, quella di Chiara Noschese, che trova nel canovaccio emozionante di Camerini un tracciato pieno di scene naturali, quotidiane, intrise di malinconica gioia. E la forza d'animo della protagonista è a sua volta una storia nella storia.

Rodolfo Di Giammarco - LA REPUBBLICA - Giovedì 23 Ottobre 2003.

Tenero amore nato in galera

"La vita è un racconto e ti pare di riuscire a capirla solo quando la racconti". E' in questa frase il senso dello spettacolo e del lavoro che Duccio Camerini sta portando avanti col suo TeatroInAscolto, come lo è di tutto quel teatro affabulatorio che, da Moni Ovadia a Marco Paolini, da Marco Baliani a Ascanio Celestini,sta riscuotendo ormai da tempo un discreto successo.Tra i racconti di noti narratori che Camerini legge e fa leggere periodicamente in una libreria Bibli strapiena, tra la ricostruzione a effetto della tragedia del Vajont o del rastrellamento del ghetto di Roma, e questo suo "Mondo Secondo" c'è una qualche, sottile differenza. E, prima che nella scrittura, è nelle qualità e nella scelta dell'interprete, una Chiara Noschese tutta da vedere e sentire, impegnata in una eccellente prova d'attore, che quel materiale recita fino in fondo. La Noschese, infatti, dà a ogni avvenimento, a ogni piega del racconto, a ogni personaggio di cui rende conto e cui dà voce, una intensa carica emotiva, non esteriore, giocata sulle mille variazioni di intonazione e colore, sui diversi dialetti e modi di parlare; oltre che su una fisicità essenziale, dalla corsa affannata al ripiegamento su se stessa, che non lascia indifferente il pubblico, tra l'altro coinvolto, ma mai lasciato distrarre.

Paolo Petroni- CORRIERE DELLA SERA- Giovedì 13 Novembre 2003.

Bello il Mondo Secondo Chiara Noschese
L'eclettismo dell'attrice trasforma il monologo in dialoghi animatissimi coinvolgendo il pubblico


La vita altro non è che un racconto, alla ricerca di qualcuno che sappia ascoltarlo, perchè anche ascoltare è un arte. Da qui prende le mosse lo spettacolo "Mondo Secondo", in scena al Teatro della Cometa, dopo l'ottimo successo ottenuto nella passata stagione. Una bella storia, poetica ed emozionante, scritta a quattro mani da Duccio Camerini e Chiara Noschese. Il palcoscenico non conosce la quarta parete, tutto il teatro, anche la platea, si popola dei personaggi più disparati. Ognuno ha la sua voce, il suo dialetto, il suo gesto caratteristico, ma tutti hanno il volto di Chiara Noschese, straordinaria, capace di dare vita a un ruolo anche solo con un dettaglio, di trasformare il monologo in dialoghi animatissimi, di essere insieme narratrice, personaggio, attrice. Già perchè la Noschese è anche se stessa, introduce lo spettacolo e scherza con gli spettatori, chiama il pubblico a fare la sua parte. Si ride, e ci si commuove nel bellissimo finale di questa favola moderna, in cui anche a noi, come alla protagonista, sembra di sentire "un dolore, ma di quelli che non fanno male.

Simona Buonomano- IL TEMPO- Sabato 25 Ottobre 2003.

Il mondo...Cos'é il mondo? Può essere tutto e nulla. Può essere un palcoscenico vuoto...una lavagna nera sulla quale far immaginare con le suggestioni della parola luoghi e volti...Un niente, dove con pochi oggetti e un pizzico di fantasia, si riscopre la bellezza di raccontare e ascoltare storie. E' questo ciò che si propone "Mondo Secondo", avvincente viaggio teatrale nell'arte della tradizione orale firmato da Duccio Camerini ed interpretato da Chiara Noschese, in scena al Teatro della Cometa. I personaggi che di volta in volta vivono sulla scena evocati da un oggetto e incarnati dalla Noschese, splendida mattatrice di questa pièce per voce sola che è un arcobaleno di colori e personaggi, una prova d'attrice (e di narratrice) straordinaria. Mentre Chiara si muove su e giù dal palco, sembra di vedere i luoghi, le scritte, i volti chiamati di volta in volta in causa dall'attrice e d'immergersi nel mondo di Secondo come in una bella fiaba. Uno spettacolo pregevole, lieve e al tempo stesso profondo, che ricorda ad una società troppo spesso distratta l'importanza di ascoltare e immaginare. Per chi non ha perso la propria parte fanciulla o la vuole recuperare.

Maria Stella Taccone- Cinema e Oltre (www.cinemaeoltre.com)- Mercoledì 12 Novembre 2003.

Un' isola, una voce...una stella
Prova magistrale della Noschese, sola in scena con "Mondo Secondo"


C'erano una volta un'isola, una prigione, un ragazzo cresciuto fuori dal mondo e una ragazza pronta a volergli bene. C'era una volta un viaggio di parole e silenzi, di niente e di molto, di sorrisi e di lacrime. E c'era una volta una brava attrice/fabulatrice decisa a raccontarlo su un palcoscenico spoglio, riempito solo di pochi oggetti messi lì a scandire le tappe di una storia fuori dall'ordinario che possiede tutte le caratteristiche di una favola moderna divisa tra incontri fatali e scelte estreme. Sola in scena per oltre un'ora, Chiara dà voce alle tante voci della partitura drammatica facendo leva su stili e colori espressivi diversi. Introversa e quasi timida quando dialoga con il pubblico, si trasforma poi, a poco a poco, in una maschera grottesca che attraversa territori emotivi estesi (caratterizzati ognuno con una cadenza dialettale specifica). A fare da sfondo: l'isola assolata di Marosa, luogo di contrasti e di lontananza dalla società civile che diventa una sorta di "Utopia" dove far crescere un amore all'apparenza impossibile. I miracoli esistono, invece. E questa pièce -attraversata dalle efficaci musiche di Gianluca Cucchiara- ce ne parla con un linguaggio tutto suo: teatrale, nella misura in cui è teatrale la seduzione che la parola e il corpo dell'attore/attrice esercitano sul pubblico, e poetico nella misura in cui la poesia diventa megafono di pensieri, "fughe", desideri, sentimenti universali e universalizzabili. Nella sua semplicità di struttura, "Mondo Secondo" coniuga bene, insomma, la forza immaginifica del racconto orale con l'ariosità fantastica del teatro, e le coniuga bene soprattutto grazie alla bella prova della Noschese, capace di passare con agile disinvoltura dai toni leggeri ai momenti più cupi, dal dialogo diretto alla narrazione in terza persona, senza mai scivolare nel patetico o nell'enfatico. Facendoci riflettere, anzi, su un nodo centrale: come la vita umana sia in fondo proprio "un racconto che si capisce solo quando lo si racconta".

Laura Novelli- IL GIORNALE- Mercoledì 20 Novembre 2002.

Chiara Noschese si fa in otto per una favola

Duccio Camerini, romano, autore e regista, ha la capacità di scrivere storie nelle quali l'ironia e la poesia si mescolano con la capacità di commuovere sapientemente, soprattutto senza retorica. I suoi spettacoli nascono come racconti, e non perdono -messi in scena- la loro natura. Da Mondo Secondo è nata una sceneggiatura scritta a sei mani dall'autore con Francesca Zanni e Chiara Noschese, interprete unica della favola in scena al Parioli. E proprio come si racconta una fiaba ad un bambino, lasciando che partecipi e cambiando il tono della voce se a parlare è il Lupo Cattivo o la Fata Turchina, la Noschese- che interpreta da sola otto personaggi utilizzando il dialetto romano,siciliano e napoletano- prende per mano la sua platea e, per poco più di un'ora, non lascia spazio a distrazioni. Non sono le tematiche affrontate nel testo a renderlo unico, ma la delicatezza aggressiva e toccante che accompagna ogni scena. E alla quale la Noschese sa dare voce.

Paola Polidoro- IL MESSAGGERO- Sabato 16 Novembre 2002.

Il sale di ogni favola

Una prova d'attrice, dunque? Non proprio, perchè la figlia del celebre Alighiero Noschese ha una attitudine congenita a misurarsi con i dialetti e con essi a costruire e identificare una serie di personaggi, dando loro una connotazione ben precisa e rendendo lo spettacolo davvero vario e piacevole. Racconto moderno giocato sulle corde della sensibilità, Mondo Secondo ha un nugolo di personaggi divertenti e umanissimi tratteggiati senza cerebralismi. Forse per questo ha tanto successo con il pubblico.

Antonino Rizzo- RINASCITA- Martedì 19 Novembre 2002.

Il galeotto e la stressata si adocchiano sull'Isola di Marosa

Un testo poeticamente ispirato non può che indurre ad una introspezione "dolce-amara" capace tuttavia di infondere grandi speranze. E' questo il caso di "Mondo Secondo", la cui storia, scritta da Duccio Camerini, è incentrata su dinamiche narrative di forte impatto evocativo. Protagonista di questo viaggio "al centro dell'uomo" è una fresca Chiara Noschese: dopo aver familiarizzato con il pubblico del Parioli, l'io narrante dell'attrice introduce di volta in volta i vari personaggi, uomini "in carne ed ossa" caratterizzati da una toccante umanità. Grazie alle intuizioni di una regia di tipo cinematografico (curata dallo stesso Duccio Camerini) l'attrice sviluppa in parallelo, utilizzando l'arma vincente di flashback incrociati, le storie personali di Secondo e Marcella. Bravissima Chiara Noschese nel non perdere mai il bandolo della matassa, nel seguire le evoluzioni umorali e psicologiche dei personaggi, ognuno dei quali è contraddistinto da una propria specifica inflessione dialettale. A sorpresa infine il finale dello spettacolo che vede la platea del Parioli proiettata in una crescente commozione. D'effetto inoltre le musiche, composte da Gianluca Cucchiara.

Gianluca Attanasio- IL TEMPO- Mercoledì 20 Novembre 2002.

La favola di Camerini raccontata dalla Noschese

La tela di ragno cucita dalla Casa dei Racconti di Duccio Camerini si allarga. Dalla libreria Bibli dove l'appuntamento domenicale della Festa dei Racconti, libera pedana per franchi narratori, è diventata un evento affollatissimo, al Parioli dove è andato in scena l'ultimo lavoro dell'autore di "Tribù" presentato al Festival di Benevento, "Mondo Secondo", affidato alla voce solista di Chiara Noschese, mattatrice di profilo.

Nico Garrone- LA REPUBBLICA- Giovedì 14 Novembre 2002.

Attenzione, avvistato a Roma un tornado di bravura

Se amate il teatro raccontato, affabulante, d'attore, a Roma l'occasione è ghiotta, con Chiara Noschese al Parioli: un tratto virtuosistico, un inclinazione alla parola trasformista, pronta a virare d'accento e d'espressione. Intima, raccolta, umida di emozioni, Chiara si ribalta da un personaggio all'altro, da un ruolo protagonista ad uno intermedio, con duttile espressività, richiamando a sè il pubblico con pochi cenni, qualche oggetto di scena da scambiare- un tuffo fuori dalla convenzione teatrale e via di nuovo a registrare i piccoli moti dell'anima di cuori semplici. Di sè, di nuovo, Noschese- che già si era dimostrata attrice versata nel comico e nel musical- rivela altre frecce al suo arco, la capacità di tenuta nell'assolo, toni più seri, la buona sintonia con l'attenzione del pubblico. Da vedere, da riprovare a tutto tondo così come l'ha immaginata Camerini col suo racconto su misura. Ma che bello quando l'intelligenza fa spettacolo...

Rossella Battisti- L'Unità- Lunedì 18 Novembre 2002.

Nella chiesa sconsacrata di San Nicola l'applauditissima Chiara Noschese é stata la protagonista del toccante monologo Mondo Secondo preso a prestito da un racconto del regista Duccio Camerini. Nel misurarsi per la prima volta sul versante drammatico, la figlia dell'indimenticabile Alighiero é riuscita ad arrivare al cuore della platea evocando, con l'aiuto di ingegnosi coinvolgimenti del pubblico, l'accensione sentimentale di una trentenne in crisi che nell' isola dove é andata malvolentieri in vacanza ha un'intenso scambio epistolare con un innocente dagli occhi di fuoco rinchiuso nel locale penitenziario. La favola bella raggiunge l'acme allorché la ragazza decide di sbarcare dalla nave che sta per riportarla sul continente e di rifiutare un impiego sicuro per sfidare il destino nell'attesa che il giovane carcerato dal cuore di fanciullo possa recuperare la libertà.

Gastone Geron- GENTE- Settembre 2001.

 



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