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RASSEGNA STAMPA DELLO SPETTACOLO "MA NON E' UNA COSA SERIA "

Al Vittorio Emanuele. Gradevole spettacolo con la Quattrini e Roberto Alpi

Messina: un Pirandello poco…serio, da pochade

Messina. Sembra un vaudeville, una pochade alla Feydeau, Courteline o Labiche questa commedia grottesca del 1918 <<Ma non è una cosa seria>> di Pirandello (al Vittorio Emanuele fino a domenica). Frizzante all’inizio come una coppa di champagne e dolciastra alla fine come un bicchiere di malvasia. Complici l’allegrotta regia che sfrondato il testo, la scena zuccherina di Francesca Cannavò dai colori giallo-paglierino e verde-pisello (suoi pure i costumi anni ’20) e le briose musiche di Dino Scuderi sulle quali ci si muove con ritmi quasi robotizzati. Il protagonista Memmo Speranza, una specie di dongiovanni di provincia quello di Roberto Alpi agghindato con pantaloni a quadri, lobbia nera, giacca e ghette bianche, con un braccio fasciato all’inizio perché reduce da un duello con in mancato cognato, decide di non correre più rischi scegliendo di sposarsi. Un finto matrimonio con l’insignificante Gasparina Torretta, modesta proprietaria d’una pensione, cui dà vita una Paola Quattrini calata perfettamente nel ruolo, in modo da non avere più, quel tombeur de femme, problemi di vita coniugale una volta presa la patente di uomo sposato continuando però a fare i propri comodi. Attorno alla coppia un nugolo di personaggi maschili capitanati dal signor Barranco di Miko Magistro che s’era illuso di poter accalappiare la finta ingenua Gasparina, e poi l’irascibile Grizzoffi di Mario Pantanè, il professor Virgadamo di Antonio Fulfaro, la maestrina Terrasi di Antonella Nieri, il Magnasco di Raffaello Benedetti e poi Giovanni Ribò, le due svampite Loletta e Fanny di Clara Costanzo e Alessandra Aulicino, Cesare Campo e Giovanna Mortellaro.

Gigi Giacobbe – Il Giornale di Sicilia - venerdì 20 Maggio 2005


La commedia di Pirandello in scena a Messina

Se il matrimonio “Non è una cosa seria”

Sposare una donna di cui non è innamorato ma che è docile e sottomessa “per non cadere nella tentazione di prendere moglie davvero”: un matrimonio, dunque che “Non è una cosa seria” (da qui il titolo della commedia), per Memmo Speranza, inguaribile sciupafemmine che – quasi per un gioco del destino – finisce, però, per innamorarsi proprio di colei, la non più trascurabile e innocua Gasparina, che nel frattempo è diventata sua moglie! Questa l’estrema sintesi della commedia pirandelliana (scritta nel 1918, da una novella del 1910, e nel novembre dello stesso anno portata al successo dalla Grammatica), prodotta da Pasquale Cocivera e Rosario Coppolino per la “Compagnia Molise Teatro” e per il “Teatro di Sicilia”, in scena fino a domenica al Teatro “Vittorio Emanuele”. Indubbia la bravura dei tre interpreti principali di questo nuovo allestimento peloritano: della sempre affascinante Paola Quattrini, innanzitutto, capace di rendere con buona padronanza un personaggio non facile - quello di Gasparina, appunto – che nel passato, dopo la Grammatica, ha conosciuto interpretazioni eccellenti (Elsa Merlini e Olga Villi su tutte); Roberto Alpi, poi, sicuro sulla scena e credibilissimo nei panni del “gaudente” Memmo Speranza; e Miko Magistro, particolarmente incisivo nel ruolo del signor Barranco (l’anziano vedovo innamorato di Gasparina). Accanto a loro spiccano anche Antonio Fulfaro (il professor Virgadamo) e Mario Patanè (Grizoffi); completano la compagnia Raffaello Benedetti (Magnasco), Giovanni Ribò (Vico Lamanna), Antonella Nieri (la mestrina Terrasi), Clara Costanzo (Loletta Festa), Alessandra Aulicino (Fanny Martinez), Cesare Campo (Celestino, il cameriere), e Giovanna Mortellaro (Rosa, la cameriera).

Matteo Pappalardo – Gazzetta del Sud – venerdì 20 maggio 2005


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