Scritta
con qualche curiosa improprietà linguistica
da un drammaturgo italiano da tempo radicato ed
affermato in Inghilterra, Opera Buffa! sfrutta come
un pregio quel pizzico di esotismo arieggiante nella
storica Radio Londra, ascoltata di nascosto dagli
italiani durante l'ultima guerra mondiale.
Il testo (premiato ex aequo alla quarantacinquesima
edizione del premio Riccione) racconta, infatti,
nel modo suggerito dal titolo, i rapporti tra Mussolini
e la consorte Donna Rachele, soffermandosi sulle
ipotetiche gelosie di quest'ultima, con la disinvolta
facilità che aiuta chi guarda da lontano
ad affrontare gli aspetti più privati della
nostra storia. Si parte dalla tardiva restituzione
delle spoglie del dittatore alla vedova, avvenuta
ben dodici anni dopo la sua esecuzione, e documentata
recentemente da un pregevole volume, per poi intrecciare
l'episodio con un flashback che ci riconduce agli
ultimi giorni di Salò, dove i tre protagonisti,
Mussolini, Donna Rachele e Claretta Petacci, sono
installati in tre ville diverse. Il fulcro della
vicenda sta nel sovrapporsi di una gelosia femminile
da operetta ad una catastrofe bellica e politica,
sempre incombente ma messa in secondo piano dalla
battaglia di dame, coi tempi di un crescendo decisamente
musicale. L'alternarsi dal passato al presente inventa
pagine esilaranti nella contrapposizione della Donna
Rachele del 1957 che, nel cimitero di Predappio,
costringe con la forza il poliziotto Agnesina ad
aprire la cassa sigillata per verificarne il reale
contenuto, a quella non meno battagliera del 1945
sulle rive del Garda, che supera ogni tipo di intrigo
(con scia di vittime) pur di arrivare all'incontro
con Claretta Petacci. L'incontro al vertice tra
le due dame gioca con molta abilità su tutti
gli stadi psicologici di un confronto tra due rivali
in amore, che dallo scatenamento anche fisico scende
al compromesso, mentre raggiunge il culmine la sconfitta
politica.
Rivive con scatenato divertimento, nel clima ugualmente
degradato ed ideologicamente inquinato di oggi,
un'Italia da teatro con una parte strepitosa per
una grande attrice come Piera degli Esposti. |