|
”Orienti” è
un racconto, un mito, sulle diversità razziali
in occidente, e le migrazioni avvenute tra un’epoca
che moriva, quella del mondo contadino, e una che
nasceva, quella industriale. “Orienti”
è presentato con il patrocinio dell’Alto
Commissariato dell’ONU per i rifugiati.
“Orienti” racconta la ricerca di identità
di un gruppo di persone che “viaggiano”,
chi da oriente a occidente, chi da ovest a est,
chi restando fermo… persone i cui destini
si incrociano, e arrivano a scambiarsi la vita.
Ognuno vivrà al posto di un altro. D’altra
parte chi può dire che la sua vita sia soltanto
“sua”?
Un uomo che non ha un nome, e deve conquistarsene
uno combattendo tutta la vita; un clandestino dei
balcani che si trasforma in spietato uomo politico;
una ragazza con il cuore spezzato; un uomo annoiato;
una zingara-maitresse; un’emigrante che cerca
la sua rinascita verso il tramonto; e infine uno
che ha capito come piantare gli alberi nel deserto.
E’ una storia che si svolge in Italia. Ma
anche in Libia. In America. In Montenegro. E’
una storia che parla del futuro. Comincia nel 1878,
e forse non è ancora finita.
Dopo il successo ottenuto la scorsa stagione, dove
ha tenuto cartellone per quattro mesi, suscitando
gli entusiasmi della critica nazionale, (più
volte spettacolo raccomandato da “La Repubblica”,
anche in pagina Nazionale) “Orienti”
tornerà in scena a Roma, al Teatro della
Cometa, nel 2005.
Ma a differenza dallo scorso anno stavolta non verrà
rappresentato diviso in tre capitoli, bensì
sotto forma di spettacolo unico che comprenderà
tutta la storia, dal 1878 al 1944. Una nuova versione
di questa leggenda appassionante a cui Camerini
sta ormai lavorando ininterrottamente da quasi tre
anni.
Una saga, un mito, un’epopea in una sola sera.
Uno spettacolo che è un’esperienza:
raccontato, visto, danzato, musicato.
Affiancano infatti Camerini – nel ruolo dell’Uomo
senza nome - sette attori-musicisti che eseguono
dal vivo le coinvolgenti musiche composte da Gianluca
Cucchiara.
Lo spettacolo sarà in due tempi, e avrà
la durata approssimativa di 120 minuti.
La
disponibilità dello spettacolo è da
febbraio 2005.
|