Protagonisti dei due bellissimi
testi di Eric-Emmanuel Schmitt (già rappresentato
in Italia con "Il visitatore" interpretato
da Turi Ferro e Kim Rossi Stuart, "Variazioni
enigmatiche" portato in scena da Glauco Mauri,
e "Il libertino" interpretato da Ottavia
Piccolo e Gioele Dix), sono si un adulto ed un bambino,
ma soprattutto la pace, l'amore e la tolleranza
tra gli uomini. Nel momento in cui il mondo vibra
più che mai di fanatismo in ogni angolo,
e la religione abbraccia le armi, ecco uno spettacolo-progetto
in forma di racconti, che riconciliano l'uomo con
se stesso, con una semplicità ed una umanità
sorprendenti. Schmitt, con una scrittura semplice
ma poeticamente ispirata, ci regala questi preziosi
gioielli teatrali fatti di amore, tenerezza, commozione
e divertimento, due storie belle e piene di luce,
confermandosi come uno dei maggiori autori teatrali
contemporanei. I due testi fanno parte di una trilogia
teatrale di Eric-Emmanuel Schmitt sulle tre grandi
religioni monoteiste, il Ciclo dell’Invisibile.
La terza parte è intitolata "Milarepa".
Oscar,
il bambino al quale non si parla più, perchè
il suo stato di salute fa paura, il bambino che
soffre del silenzio di chi gli sta accanto, del
silenzio del cielo, delle tante domande lasciate
senza risposta. Oscar scrive a Dio. Interprete
una delle nostre più grandi attrici, Valeria
Valeri.
In
"Ibrahim e i fiori del Corano" (da cui
è stato tratto il recente omonimo film con
protagonista Omar Sharif nel ruolo del titolo),
il bambino ebreo Mosè stringe una bellissima
amicizia, che cambierà la sua vita, con un
vecchio commerciante arabo, il Signor Ibrahim appunto,
negli anni sessanta in un angolo di Parigi, Rue
de Bleue, "una bella via, anche se non è
blu", in cui le difficoltà delle prime
esperienze di vita del tredicenne Mosè, ribattezzato
Momo dal suo unico amico, si incrociano con la saggezza
ed i ricordi, ma anche con la trascinante gioia
di vivere del bambino-vecchio Ibrahim. Interprete
sarà un bravissimo attore, Mario Zucca, noto
per le sue performances sia teatrali che televisive.