E’
sabato sera, e Dori e Marcello hanno organizzato
una festa a casa loro, la solita riunione di tutti
i sabati con i soliti amici di sempre.
Ci
sono Ernesto ed Eloisa, i colti intellettuali
di sinistra, in crisi per il riflusso politico
e per l'età, poi Marianna e Carlo Alberto,
rampolli di una fatua nobiltà, anche loro
in crisi d'identità nell’era della
ricchezza globalizzata. E naturamente i padroni
di casa, Dori e Marcello, cafoni arricchiti, che
hanno dedicato la loro vita all’accumulo
di denaro.
Mentre
di là si consuma la festa, “Quel
solito sabato” si trasforma per le tre coppie
in un esilarante precipitare degli eventi, dove
crisi esistenziali, equivoci e tradimenti portano
al limite della rottura quel bel matrimonio di
comodo in cui tutti si erano rifugiati. E al quale
tutti alla fine torneranno, come se nulla fosse
accaduto….o quasi.
Oltre
a questi intrecci di vicende umane, nello spettacolo
c'è un gioco di vero virtuosismo teatrale,
fonte di comicità assoluta: due soli attori
che, per dichiarate ragioni di necessità,
fanno tutte le parti. Mario Zucca, bravissimo
attore comico noto al grande pubblico per le sue
performances teatrali e televisive, e la bellissima
e bravissima Marina Thovez, diretti dal talento
riconosciuto del regista Massimo Navone.
Così
come il dialogo non lascia tregua al pubblico
(e agli interpreti), anche l’azione travolge
in un susseguirsi rocambolesco di travestimenti
e di spogliarelli -psicologici e non- fuori e
dietro le quinte.
Insomma
una macchina comica che, con un occhio a Pirandello
e a Woody Allen, porta al parossismo sia certe
dinamiche della coppia e la loro divertente assurdità,
ma anche e soprattutto la fantasia e la magia
del teatro.
Avvertenze
per l’uso della commedia: somministrare
anche sotto i quattordici anni, non provoca colpi
di sonno.