"E'
spettacolo raro, dilaniante, inebriato e tragicissimo.
Rosel è una tragedia dietro l'angolo, su
cui non possiamo chiudere gli occhi".
Rodolfo Di Giammarco- LA REPUBBLICA- 5/11/1992.
"Sorprendente
perchè ci si è trovati a vivere un
evento scenico che merita di essere meditato e ricordato,
tanto per la forza drammaturgica del testo, quanto
per la straordinaria prova d'artista offerta da
Carla Cassola".
Piero Longo- IL GIORNALE DI SICILIA- 23/01/1992.
"Diciamo
subito che siamo di fronte ad uno spettacolo di
notevole forza, ad una performance d'attrice tra
le più affascinanti di questi anni. Carla
Cassola è magistrale. Ci dà la sensazione
tattiledi queste parole che cadono nel nulla, che
si sciolgono in una sorta di confidenza insensata,
e quindi tanto più commovente e drammatica".
Dante Cappelletti- IL TEMPO- 26/10/1991.
Abbandonata
ogni metafora teatrale, la straordinaria forza drammartica
di Carla Cassola si concentra in una confidenza,
insensata per quanto efficace, che suscita ribrezzo,
pena, rabbia. Tutte sensazioni che, sospese, ruotano
scenograficamente nel cono immaginario da lei disegnato:
ubriaca, appesa a una corda, gira sul podio creando
un' atmosfera aerea leggera; paradossale e magica
nel suo rappresentarsi sarcasticamente come fenomeno
da baraccone: una straordinaria prova d'artista
offerta da Carla Cassola.
Stefania Mottola- IL TEMPO- Venerdì
26 Aprile 2002.