Gianpiero Rappa, l'autore-regista di Sogno d'amore al Teatro della Cometa, è di per sé un personaggio compulsivamente schivo che della propria vita non colleziona album di foto o diari ma, si direbbe, commedie: è un arguto, esilarante (e disagiato?) ritratto autobiografico, questa commedia che ha per perno uno sceneggiatore disilluso ma ancora illudibile con una corte condominiale di due donne e di tre uomini (un bidello sposato, un attore russo e un 'filosofo'). Un testo accidentato come e quanto si deve, scritto in sei giorni, fondato sul viavai di una neo-commedia allíitaliana generazionale (target anni Trenta) in una scena disegnata come un cartoon, gestita con umana comicità dai bravi, acuti componenti di Gloriababbi Teatro.
Rodolfo di Giammarco - La Repubblica - mercoledì 10 marzo 2010
Polverigi – Prevale il pensiero debole: la filosofia morale minima che indica le strade della sopravvivenza. Non valori, ideali immortali: solo la sopravvivenza, a se stessi, alle proprie ubbie, alle pene d’amor perdute, alla insoddisfazione. Il tema è inevitabilmente la sopravvivenza alla propria inettitudine, alle voglie, alla velleità di vite senza eroi e senza eroismi.
Per questo, quando si assiste a nuova pièce teatrale che affronta il malessere dei contemporanei, si è piuttosto guardinghi, al rischio di un banale remake del Neil Simon. E si rimane tanto più stupiti e piacevolmente sorpresi a constatare che i nuovi protagonisti del teatro non hanno paura del minimalismo né del confronto con la drammaturgia leggera newyorkese.
è il caso di Giampiero Rappa, un attore, regista e drammaturgo piuttosto giovane, che interpreta con la complicità della Compagnia Gloriababbi Teatro, di cui è co-fondatore, il dramma dell’elaborazione del lutto d’amore. “Sogno d’amore” è una storia di appartamento, in cui convivono quattro uomini variamente insoddisfatti: Gianni, lo sceneggiatore reduce da una delusione d’amore, Pasquale, bidello siciliano in trasferta nella Capitale per motivi di graduatoria, Ivan, attore esordiente russo, e Fiore il Filosofo, nullafacente, pensatore di professione.
Con loro, Valeria e Flora, le due successive affittuarie del piano di sopra, intrecciano rapporti improntati alla incomunicabilità, quanto allo sforzo continuo e reiterato della comunicazione. Alla fine, come ci informa il finalmente “arrivato” Ivan, ognuno per la sua strada. Ma questo tratto che percorrono in comune, è insieme un bel pezzo di metateatro e divertente corollario di gag attorno all’elaborazione del lutto sentimentale. Autobiografico quanto basta per farci sentire tutti coinvolti, nessuno escluso. Bravissimi tutti.
CORRIERE ADRIATICO di Lucilla Niccolini
Sogno d’amore,nell’ambito della rassegna Atto primo, scena prima prevista da Palcoscenico Marche / Futura Memoria, è una commedia che pone al centro della scena lo stato di precarietà in cui versa la generazione dei trentenni. Una condizione economica e sociale che spalanca dinanzi a loro uno scenario privo di progettualità, e fonte di costante inquietudine nelle loro coscienze.
I personaggi sono costretti a delimitare i propri sentimenti a volare basso, tra angusti spazi di un presente che risulta pesantemente condizionato dall’attesa logorante di un futuro incerto. Muovendosi tra autobiografia e finzione, il regista Giampiero Rappa confeziona un allestimento il cui il tratto distintivo è rappresentato dall’inusitata capacità istintiva e naturale del lavoro creativo di tutti. Dopo la stagione dei grandi mattatori con Rappa torniamo alla riscoperta del mestiere dell’attore nel teatro contemporaneo e ad una pièce che restituisce profonde riflessioni sulla condizione umana con notevole immediatezza teatrale.
Lontani da scenografie e regie debordanti, egli ci conduce invece con sapida naturalezza in quelle oscure zone dell’anima che inchiodano lo spettatore nelle proprie povertà e ricchezze quotidiane. Un teatro di forti emozioni, un gioiellino di rara intelligenza ed abilità teatrale, basato sull’immediatezza delle situazione e sulla freschezza del linguaggio. Nello spettacolo trovano spazio le vicende di personaggi affetti da profonde macerazioni sentimentali, o da sogni d’amore che si decompongono nella ritualità delle consuetudini o si perdono imboccando la via della disavventura. Punteggiata ovunque dai toni comici e gestita sul filo attento dell’ironia, questa pièce non manca di farci riflettere sulla necessità di lottare per i propri sogni d’amore ma, talvolta, anche di risvegliarsi, e prendere coscienza di come farli aderire alla propria realtà. Gloriababbi si rivela in questa rappresentazione una delle compagnie più interessanti della nuova scena della drammaturgia italiana contemporanea.
Commedia giocosa e divertente per riflettere “seriamente” sui luoghi comuni dell’amore e del romanticismo
Voce singolare nell’ambito della drammaturgia contemporanea, Giampiero Rappa ha la dote di un umorismo leggero nella forma, ricco nel linguaggio e di validi contenuti. Dopo un incipit all’insegna di una comicità surreale in una cornice visiva da cartone animato, Sogno d’amore si dipana su un doppio binario: il registro formale resta quello di un puro divertissement, ma i personaggi sviluppano uno spessore ben definito, acquisendo carattere e delineando ciascuno la propria visione della vita. I due piani proseguono quindi in parallelo come testo e sottotesto, quasi che i fatti quotidiani siano affiancati da un commento a più voci, analogamente al ruolo svolto dal coro nella tragedia greca. Gianni è il fulcro della storia: sognatore timoroso, amante appassionato, insicuro e nevrotico, alle prese con un doloroso passato ed un instabile presente amoroso. E’ uno sceneggiatore, e i personaggi che gravitano intorno a lui in un abile gioco di rimandi non sembrano essere altro che le sue creazioni letterarie: i tre coinquilini - Ivan, attore esistenzialista eternamente in cerca della perfetta inflessione, il Filosofo, capace di citazioni ed auliche sentenze ma incapace di vivere una vita propria, Pasquale, semplice bidello, il solo dotato di solido buon senso e di una visione realistica delle cose. E ancora le due antitetiche figure femminili: Valeria, inafferrabile e sfuggente, Flora, solare e diretta. Apparentemente giocata sui canoni da commedia classica e su battute ovvie e “telefonate”, la commedia vira in continuazione su riflessioni di tutt’altro tenore, che ancorché mitigate dal sorriso mirano al cuore del problema: se sia lecito/sano/giusto coltivare il proprio sogno d’amore e quale possa essere l’esito di lasciarsi andare al romanticismo. Vivace e coinvolgente, il lavoro si avvale di ottimi interpreti e di una divertente scenografia che permette il particolare montaggio vignettistico delle scene. Una esilarante riflessione sull’amore, che si svolge fra testa e cuore senza tralasciare felicità né dolori e che si chiude come un gioioso inno alla vita celebrato dall’autore attraverso i propri personaggi.
In scena con pieno successo al Piccolo Eliseo di Roma “Sogno d’amore” di Giampiero Rappa
di Lucio De Angelis
In scena fino al 24 gennaio “Sogno d’amore” si muove tra autobiografia e finzione, tracciando un ritratto vitale e iperrealistico della generazione dei trentenni, divisi tra il desiderio di vivere appieno i sentimenti e l’incertezza del futuro.
Genovese di nascita l’autore si trasferisce nel 1997 a Roma e fonda con alcuni compagni dello Stabile di Genova la compagnia teatrale Gloriababbi Teatro, per la quale diventa drammaturgo. Il suo primo lavoro, “Gabriele”, scritto con Fausto Paravidino nel 1998, è vincitore della Terza Rassegna di Drammaturgia Emergente come miglior spettacolo della giuria e del pubblico, e nel 2005 è finalista ai Premi Olimpici del Teatro dell’ ETI come novità italiana. “Sogno d’amore” è una commedia che racconta vicissitudini e disavventure di sei personaggi alle prese con i propri sentimenti. Muovendosi tra autobiografia e finzione, con una buona dose di comicità, il testo traccia un ritratto vitale e iperrealistico della generazione dei trentenni, divisi tra il desiderio di vivere appieno i sentimenti e l’incertezza del futuro. Gianni (Andrea Di Casa), sceneggiatore trentenne, si trasferisce a Roma per terminare di scrivere il suo nuovo film. Reduce da una brutta delusione amorosa, è deciso a concentrarsi sul lavoro e, soprattutto, a non innamorarsi, fino a quando un giorno incontra l’incerta ragazza della porta accanto, Valeria (Silvia Ajelli). Nella pièce trovano spazio anche le vicende di Flora (Ilaria Pardini), che crede ancora nell’amore, ma sceglie sempre la persona sbagliata, e dei tre coinquilini di Gianni: Pasquale (l’ottimo Massimiliano Graziuso), bidello di 45 anni con una moglie gelosissima che vive in Puglia con le loro due bambine, alle prese con i problemi della lontananza e della quotidianità, Ivan (Filippo Dini), attore russo impegnato con l’Otello di Shakespeare, da anni alla ricerca del tono giusto per l’ultima battuta ed il Filosofo (Mauro Pescio), sempre pronto a dispensare consigli, ma incapace di andare oltre citazioni ed aforismi. Il risultato è uno spettacolo senza freni, che corre veloce su binari fatti di tempi comici precisi, con il pugliese di Graziuso efficacissimo assieme all’accento straniero di Dini, che strappa risate sincere senza rubare troppo la scena ai due protagonisti, Di Casa e Ajelli. Il primo come sempre a proprio agio in ogni situazione, padrone di un corpo camaleontico e grande caratterista mai invadente; la seconda, nonostante l’impostazione vocale fin troppo accademica, assolutamente in parte. Una nota di lode per Mauro Pescio, già visto in “Prenditi cura di me”, che fa un grande lavoro sul corpo e tiene in mano il personaggio molleggiando sulle corde della macchietta senza appendervisi (quasi) mai. Testo vivace e coinvolgente, la pièce non manca di far riflettere sulla necessità di lottare per i propri “sogni d’amore” ma, talvolta, anche di risvegliarsi, e prendere coscienza di come realizzare la propria realtà. Il Gloriababbi Teatro ha lo scopo di divenire luogo di incontro di attori, scrittori, registi, motivati a creare un evento teatrale nel quale è l’evento teatrale stesso ad essere protagonista. L’evento teatrale per il Gloriababbi Teatro è la rappresentazione o il racconto di una storia in qualunque forma essa sia. Gli artisti lavorano alla realizzazione di uno spettacolo dopo avere discusso e confrontato le proprie necessità, urgenze e idee allo scopo di aderire e vivere in maniera attiva l’evento teatrale.
(14-01-2010) - Realismo, ritmo, comicità, questi gli ingredienti della pièce di Giampiero Rappa in scena al Piccolo Eliseo di Roma fino al 24 gennaio. Quattro uomini e due donne in un esilarante gioco teatrale
Novanta minuti di divertimento e riflessione. É quanto promette il testo di Giampiero Rappa che abilmente interpretato da Andrea Di Casa, Filippo Dini, Silvia Ajelli, Ilaria Pardini, Mauro Pescio, Massimiliano Graziuso, disegna il ritratto di una generazione di trentenni in perenne lotta per realizzare i propri "sogni d'amore" in un contesto fin troppo realistico. Protagonista della storia, Gianni, giovane sceneggiatore innamorato di Valeria.
Insicuro, ansioso e bisognoso d'amore è incapace di relazionarsi con la donna che dice di amare. La "dipendenza" di Gianni che passa dall'euforia alla depressione più profonda, condiziona la vita di altri tre personaggi che dividono con lui l'appartamento.
Da Pasquale, bidello pugliese che lavora a Roma e aspetta il trasferimento per raggiungere la moglie e i due figli, a Fiore detto il "Filosofo" che comunica solo mediante frasi fatte, passando per Ivan, passionale attore russo che da anni cerca di mettere in scena un originalissimo "Otello. Ai tre si aggiunge Flora, incapace come Gianni di vivere relazioni mature.
Sei personaggi, dunque, alla ricerca di se stessi per una completa realizzazione della propria realtà. Il risultato: una commedia gradevolissima e coinvolgente. Da vedere!
Vivere un sogno d’amore come se fosse realtà è pura illusione. Ma Gianni ci sguazza nel suo sogno, lo rende talmente importante da farlo apparire reale. Decidere di non innamorarsi mai più perché l’amore è sofferenza, lo spinge tra le braccia della donna sbagliata: quella che devi rincorrere, che ti tiene su un filo e che decide di te e della tua vita. Il sogno d’amore di Gianni – sceneggiatore trentenne trasferitosi a Roma per terminare di scrivere il suo nuovo film – si chiama Valeria, l’incerta e volubile ragazza della porta accanto che non sa bene cosa vuole, che in un tira e molla interminabile lo tiene perennemente in sospeso.
Scritto da Giampiero Rappa che è anche regista della pièce, Sogno d’amore è una commedia semplice e schietta. Nel suo essere corale abbraccia le storie di ognuno di noi perché è semplice ritrovarsi nelle proiezioni mentali di Gianni, così come nell’altalenante comportamento di Valeria. Accanto a loro le piccole realtà che fanno da supporto alla principale e che da essa traggono vita: c’è Pasquale, bidello di 45 anni con una moglie gelosissima che vive in Sicilia con le loro due bambine, alle prese con i problemi della lontananza e della quotidianità; c’è Ivan, attore russo impegnato con l’Otello di Shakespeare, da anni alla ricerca del tono giusto per l’ultima battuta; c’è il Filosofo, sempre pronto a dispensare consigli ma incapace di andare oltre citazioni e aforismi. Infine c’è Flora, alter ego femminile di Gianni alla perenne ricerca del principe azzurro, ma costantemente preda di amori impossibili, reali solo nella sua immaginazione.
La compagnia Gloriababbi Teatro anche in questa occasione non smentisce la propria bravura. Filippo Dini è estremamente a suo agio nei panni del russo: sono suoi i momenti più divertenti dello spettacolo e, con la sua parodia estrema ma calzante e mai eccessiva, apre e chiude la storia e fa da raccordo ai momenti salienti dello spettacolo. Andrea Di Casa è un timido e impacciato Gianni, molto più convincente come innamorato che come sceneggiatore. Massimiliano Graziuso è il bidello pugliese che si prende cura di Gianni. Graziuso è una macchietta, un uomo semplice e generoso. Il Filosofo è interpretato da Mauro Pescio: presenza discreta all’interno della storia ma chiave di volta nella vicenda amorosa di Gianni. Davvero brillante il suo monologo. Silvia Ajelli (Valeria) e Ilaria Pardini (Flora) le due donne: cerbiatta la prima, romantica la seconda.
L’allestimento è semplice, essenziale senza troppi fronzoli. La scena è tutta nella cucina “disegnata”, ai lati della quale si aprono e si chiudono due pannelli che immettono nelle stanze delle due ragazze, anch’esse “disegnate”. Suggestive le scene degli appuntamenti romantici di Gianni con le ragazze, sospesi in aria, su un piano rialzato che ospita una panchina al chiaro di luna.
Sogno d’amore è la storia dell’amore irreale, infantile e irrealizzabile. L’amore che si nutre di se stesso e della sofferenza. E non della quotidianità di un rapporto vero. L’emblema dell’amore romantico che vive nelle fantasie di ognuno di noi. [patrizia vitrugno]