La guerra, insensata nel momento in cui si sta combattendo, ha sempre origine da una scintilla scoccata tra due uomini, in un tempo precedente, per motivi che hanno a che vedere con l’orgoglio, la frustrazione, l’ira, la brama di possedere, il desiderio di dominare. La guerra perciò ha a che vedere con la natura e la psiche dell’uomo, di pochi uomini, i quali, però, trascinano con sé, come in un contagio, interi popoli. Nessuno può dirsi immune da tale malattia. Nessuno può sentirsi libero da tale responsabilità.
Attraverso una rilettura del Tieste di Seneca si vuole fare una riflessione sull’origine delle guerre e contemporaneamente sulle cieche passioni umane che, violente, portano l’uomo a rinnegare la propria umanità e a precipitare nella oscurità senza lume. Il crimine sovverte l’ordine delle cose e così il fratello versa il sangue del fratello, il sole si oscura, la costellazione precipita sulla Terra. E’ tragedia. Eppure, nonostante sconvolga l’uomo, la tragedia è dell’uomo.
Questioni naturali, di sangue, di appartenenza e viscerale amore, ma anche di distacco e ripugnanza, che si intrecciano con questioni alte come il senso della giustizia, il destino, la libertà degli uomini.
Per ri-raccontare la tragedia senechiana si è scelta una trasposizione in un ambito familiare tipicamente siciliano, dove il concetto di famiglia è molto sentito ma non sempre il vincolo sanguigno è sinonimo di sentimento positivo, a volte è solo un vincolo che dà il diritto a chi vi appartiene di tenere ben celati i panni sporchi e libera la comunità esterna dal dovere di interferire in questioni di sangue. I sentimenti contrastanti che agitano i tragici protagonisti possono, se arricchiti della natura siciliana, acuirsi ancora di più fino a scindersi e rivelare con lucidità pirandelliana le ragioni della follia. Se la necessità che spinge oggi a riproporre Tieste è una istintiva riflessione sulla apparentemente incomprensibile natura violenta dell’uomo, che in un mondo mutato sembra trovare ancora spazio per non cambiare mai, la necessità di fare di Tieste una tragedia siciliana è invece la convinzione che questa visione possa arricchire di nuovi significati la tragedia di Seneca e creare nuova coscienza. Se dunque luogo in cui si svolge la tragedia è la casa , terra ideale per la rappresentazione della stessa è quella nostra, con le sue insolubili contraddizioni e la sua straordinaria mescolanza etnica.