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Progetto U.R.T. – COMPAGNIA JURIJ FERRINI

presenta

Lo zoo di vetro

di Tennessee Williams

 Traduzione Gerardo Guerrieri

con

Jurij FerriniAlessandra Frabetti, Aurora Peres

Regia

Jurij Ferrini

LO ZOO DI VETRO è una splendida commedia con sfumature commoventi e tenere.

E’ la storia di una piccola famiglia americana che alla fine degli anni ’20, in piena recessione economica, si ritrova in grosse difficoltà dopo che il marito di Amanda, nonché padre di due ragazzi, Tom e Laura, decide di andarsene e far perdere le sue tracce.

L’intero arco della vicenda viene narrato dallo stesso Tom, ormai uomo, che ha realizzato il sogno di imbarcarsi nella marina mercantile senza di fatto riuscire ad emanciparsi dal suo passato e in particolare dal ricordo di sua sorella, Laura, resa claudicante da una malattia che ne caratterizza anche l’animo fragile e che la chiude nel suo mondo immaginario fatto di animaletti di cristallo, lo ZOO DI VETRO appunto, creatura cristallina e profondamente emotiva, incerta nel suo equilibrio, il personaggio che incarna la struttura stessa della sua famiglia (anomala?), nel senso che se una famiglia classica fosse un tavolino a quattro gambe, questa ne ha una rotta. E sul piano malfermo di questo tavolo Laura poggia l’intero universo del suo mondo immaginario, le figure di vetro che hanno sostituito le persone reali, con le quali non riesce ad avere un rapporto. Quando alla fine Jim, un amico del fratello, di cui Laura era innamorata fin dal liceo, viene a far visita alla famiglia, lei tenta di vincere con ogni forza la sua ritrosìa, si appoggerà a questo bel giovane, al sogno di diventarne la fidanzata e lo ZOO DI VETRO crollerà rovinosamente infrangendosi e spezzando il fragile equilibrio su cui poggiava l’intera famiglia.

Ribaltando il piano narrativo che lo stesso Williams suggerisce nelle indicazioni per la scenografia ho immaginato di narrare questa vicenda in uno spazio scenico evocativo che rappresenta astrattamente il ponte di una nave, un luogo che  durante l’azione degli attori si modifica come avviene nei sogni ed è circo, anfiteatro, casa e di volta in volta ciò che serve all’immaginazione degli spettatori e ne stimola la fantasia.

Una nave che si allontana da un porto. Un marinaio che non ha una casa, una famiglia. Un uomo che sceglie il mare. La famiglia e il mare. La casa e il viaggio. Un rapporto fra due forze contrapposte che in ognuno di noi coesistono.

Forse non c’è altro da aggiungere in un programma di sala. Il teatro di Williams è intramontabile come ogni classico. Le sue storie si possono ascoltare, vedere o leggere più e più volte e ad ogni passaggio si noteranno sfumature e significati che non si erano colti in precedenza.

Se questa storia così nitida e appassionante necessita proprio di una chiave di lettura, essa consiste a mio avviso “solo” nel poter contare su un gruppo di attori “di vetro”; ecco l’unica chiave che mi sento di inserire nel pentagramma di questo spartito composto da una mano così sensibile e sapiente. Scegliere gli attori giusti. Gli attori “di vetro” sono attori capaci di far vibrare i loro corpi di emozioni sottili e di renderle visibili in modo inequivocabile al pubblico, pur mantenendo la complessità dell’animo umano.

                                                                                  Jurij Ferrini

 

 

Durata dello spettacolo: 1 ora e 30 minuti circa

Distribuzione: Stefano Pironti - Tel. 06.99709579 - 3476612074
Disponibilitą:  da dicembre 2010
mail distribuzione@chiediscena.it

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